Processo bis per il crac: scaramucce per la rogatoria
TERAMO. La procura chiede al tribunale di acquisire il cd con gli atti delle rogatorie internazionali, le difese si oppongono e il collegio acquisisce il supporto informatico rinviando la sua...
TERAMO. La procura chiede al tribunale di acquisire il cd con gli atti delle rogatorie internazionali, le difese si oppongono e il collegio acquisisce il supporto informatico rinviando la sua utilizzabilità ad una successiva discussione. Si è aperta all’insegna di un’altra scaramuccia tra difesa e pubblica accusa la terza udienza del processo bis per il crac Curti-Di Pietro. Ieri, dopo l’audizione di un teste dell’accusa (la dipendente di una delle società coinvolte), il processo è stato aggiornato all’8 maggio.
Nel processo resta imputato il commercialista teramano Carmine Tancredi. Nell’udienza del 10 aprile la sua difesa (rappresentata dall’avvocato Gennaro Lettieri) aveva chiesto la nullità del capo d’imputazione o, in subordine, la regressione alla fase dell’udienza preliminare. Questo perchè nella precedente udienza il pm Irene Scordamaglia aveva operato una modifica del capo d’imputazione, modifica che secondo la difesa di Tancredi introduceva la contestazione di un fatto nuovo rispetto al quale l’imputato non aveva avuto la possibilità di indagini difensive o di chiedere eventualmente un rito alternativo. Eccezioni e richieste, quelle avanzate dalla difesa, che sono state rigettate dal collegio giudicante (presidente Franco Tetto, a latere Sergio Umbriano e Enrico Pompei) per il quale la modifica del capo d’imputazione non riguarda un fatto nuovo ma una diversa specificazione di un’accusa già contestata. Tancredi, che era stato consulente degli imprenditori Guido Curti e Maurizio Di Pietro (condannati in primo grado a sei anni per bancarotta e imputati in questo processo per reati fiscali) è accusato di concorso in bancarotta. Nel processo sono imputate altre sette persone.

