Processo per l’aborto I periti: non era incinta
COLONNELLA. «Nessuna certezza sul fatto che fosse incinta». E' quanto hanno sostenuto ieri i periti della difesa nell'udienza del processo a carico di Fabrizio Feriozzi di Martinsicuro, Micaela...
COLONNELLA. «Nessuna certezza sul fatto che fosse incinta». E' quanto hanno sostenuto ieri i periti della difesa nell'udienza del processo a carico di Fabrizio Feriozzi di Martinsicuro, Micaela Cardarola di Roma e Venanzo Gabrielli di Colonnella. I tre devono rispondere di procurato aborto colposo per un episodio di cui fu vittima il 14 febbraio del 2012 una giovane donna. Quest'ultima, secondo l'accusa, perse il bambino di cui era in attesa cadendo dalle scale del garage in un condominio di Colonnella.
Feriozzi, Cardarola e Gabrielli, dunque, sono stati ritenuti responsabili a vario titolo del fatto che la struttura in questione non era in sicurezza. Il condominio dove avvenne l'incidente, infatti, era stato da poco costruito ma mancavano alcuni lavori di finitura. Per questo, secondo l'accusa, la scalinata non doveva essere accessibile. Nel corso dell'udienza di ieri, tenuta davanti al giudice monocratico Roberto Veneziano, però, i medici legali e dell'assicurazione dei tre imputati hanno messo in dubbio che la donna vittima dell'incidente fosse incinta.
Secondo loro, infatti, la documentazione prodotta subito dopo quell’episodio non certificherebbe lo stato di gravidanza. A detta dei periti di parte manca il risultato di un esame per accertare la presenza dell’ormone “beta hcg”, che sarebbe stato l'unico in grado di comprovare che la donna era senza alcun dubbio incinta. Tra gli altri testimoni della difesa sono stati ascoltati anche alcuni operai al lavoro nel condominio secondo i quali le scale erano in sicurezza al momento dell'incidente.
Terminata l'udienza di ieri mattina, Veneziano ha aggiornato il processo che riprenderà il 28 novembre. (g.d.m.)
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