Processo per l’acqua, primi testi

Oggi le audizioni dei carabinieri del Noe, ma si profila un nuovo cambio di giudice
TERAMO. A circa due anni dalla prima udienza (era l’ottobre del 2019) e dopo svariati rinvii dovuti all’emergenza Covid, entra nel vivo il processo sull’acqua del Gran Sasso.
Nell’udienza di oggi, che si svolge in un’aula dell’università proprio per la disponibilità di spazi più ampi di quelli dell’aula di corte d’assise e quindi tali da garantire il distanziamento visto l’alto numero di parti presenti, è prevista l’audizione dei primi testi della Pubblica accusa (rappresentata dai pm Greta Aloisi, Stefano Giovagnoni e Davide Rosati): si tratta dei carabinieri del Noe che nel tempo sono stati delegati alle indagini. E per il processo, che si svolge davanti al giudice monocratico Domenico Canosa, si profila un altro cambio di magistrato dopo il primo avvenuto due anni fa proprio in apertura.
Nel procedimento, che vede imputati i vertici dell’Istituto di fisica nucleare, Strada dei Parchi e Ruzzo, la Procura contesta l’inquinamento ambientale e il getto pericolose di cose. Il processo è nato da un’inchiesta che ha posto sotto la lente di ingrandimento di investigatori e inquirenti l’intero sistema Gran Sasso, evidenziando quella che la Procura ha definito come un permanente pericolo di inquinamento delle acque. In un contesto, quello ipotizzato dalla Procura, in cui sarebbero emerse presunte interferenze tra i laboratori, le gallerie autostradali e il sistema di condutture delle acque con criticità mai sanate.(d.p.)
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