Processo per l’acqua, ultimi testi dell’accusa

Si torna in aula a luglio per l’audizione di tre dei 10 indagati che hanno scelto di sottoporsi all’esame
TERAMO. Gli ultimi testi citati dalla Pubblica accusa nel processo in corso per l’acqua del Gran Sasso sono stati sentiti nell’udienza di ieri: tutti dirigenti di vari enti. Il 10 luglio, così come già stabilito nel calendario delle udienze fissato dalla giudice Claudia Di Valerio, è in programma l’audizione di tre dei dieci imputati che hanno scelto di sottoporsi all’esame. Dopo la pausa estiva si riprende a ottobre con i testi delle difese: udienze sono in programma il 2 ottobre, il 6 novembre e il 18 dicembre. È ipotizzabile che già nei primi mesi del 2025 ci possa essere il termine dell’istruttoria dibattimentale con un altro calendario di udienze per requisitorie dei pm e arringhe dei difensori. Questo a circa cinque anni dalla prima udienza (era ottobre del 2019), dopo cambiamenti di giudici e svariati rinvii dovuti, all’epoca, all’emergenza Covid. Nel procedimento, che vede dieci imputati tra i vertici dell’Istituto di fisica nucleare, Strada dei Parchi e Ruzzo, la Procura (titolari del fascicolo i pm Greta Aloisi, Davide Rosati e Stefano Giovagnoni) contesta i reati di inquinamento ambientale e getto pericolose di cose. Il processo è nato da un’inchiesta che ha posto sotto la lente di ingrandimento di investigatori e inquirenti l’intero sistema Gran Sasso, evidenziando quella che la Procura ha definito come un permanente pericolo di inquinamento delle acque. In un contesto, quello ipotizzato dalla stessa Procura, in cui sarebbero emerse presunte interferenze tra i laboratori, le gallerie autostradali e il sistema di condutture delle acque con criticità mai sanate.(d.p.)

