Processo Rifiutopoli Il pm: tutti da condannare

19 Dicembre 2014

Chieste pene da uno a due anni per i cinque imputati: secondo l’accusa avrebbero favorito il gruppo Di Zio per l’impianto di bioessiccazione

TERAMO. «Nonostante si tratti di un piccolo segmento di una vicenda molto più ampia, i fatti di questo processo rappresentano fedelmente uno spaccato della nostra società che si caratterizza per un distorto rapporto tra politica ed imprenditoria». Nel giorno della requisitoria del processo stralcio per la Rifiutopoli abruzzese, che vede a processo i vertici della TeamTec (la società pubblico-privata costituita per il 60% dalla Team e per il 40% dalla Deco spa attraverso la quale la Team avrebbe dovuto realizzare un bioessiccatore) e un consulente di una ditta privata, il pubblico ministero Stefano Giovagnoni non fa sconti e dopo aver ripercorso, con toni durissimi, tutti i passaggi della vicenda, chiede la condanna per tutti gli imputati: un anno e due mesi per Giovanni Faggiano, componente del cda della TeamTec, e per i componenti del collegio sindacale della società Sergio Saccomandi, Paolo Bellamio e Ottavio Panzone, accusati di abuso d'ufficio, e due anni e mille euro di multa per Luca Franceschini, consulente della Proger, accusato di turbata libertà degli incanti.

Il processo, che dopo le richieste di condanna è stato aggiornato al prossimo 23 dicembre, è uno stralcio dell'indagine sulla cosidetta Rifiutopoli abruzzese, aperta nel 2010 dalla Procura di Pescara e che portò agli arresti domiciliari l’ex assessore regionale del Pdl Lanfranco Venturoni. Un'indagine lunga e complessa, che ad ottobre del 2011 arrivò sul tavolo del gup di Pescara Luca De Ninis che sulla base della competenza territoriale inviò a Teramo gli atti relativi al senatore Paolo Tancredi, accusato di corruzione (atti poi tornati a Roma), e agli altri cinque indagati attualmente a processo. Sul tavolo, secondo gli inquirenti, un vero e proprio progetto volto a rafforzare la posizione del gruppo Di Zio come monopolista dei rifiuti in Abruzzo. Progetto di cui la realizzazione del bioessiccatore a Teramo non era che il primo tassello.

Almeno secondo gli inquirenti, per i quali oltre ad essere illegittima la costituzione della Team Tec, lo sarebbe stato anche l'affidamento alla Deco del bioessiccatore senza la necessaria gara pubblica (da qui la richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’ufficio per Faggiano, Saccomandi, Bellamio e Panzoni) e rispetto al quale era stata presentata un’offerta migliore da parte della società Proger. Il cui consulente, Luca Franceschini, «asservito ai desiderata di Rodolfo Di Zio», secondo quanto affermato nella requisitoria dal pm Giovagnoni, l’avrebbe modificata per renderla meno appetibile di quella presentata dalla Deco.

Alessia Marconi

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