Proclamato lo stato di agitazione all’Hatria

I sindacati: «Totale disinteresse dell’impresa su salute e sicurezza, contrattazione e precarietà»
TERAMO. Si riaccende lo scontro sindacale all’Hatria, una delle aziende più grandi del nucleo industriale di Teramo (oltre 150 dipendenti). La Rsu e le segreterie di Filctem Cgil, Femca Cisl e Usb, dopo aver proclamato lo stato di agitazione, valutano positivamente il livello di adesione allo sciopero di due ore di lunedì.
Si legge in una nota dei sindacati: «Dopo circa cinque anni dal licenziamento di 55 lavoratori, al quale è seguita una fase di rottura delle relazioni voluta dall’azienda e ricostruite forzatamente solo da sentenze di condanna per comportamento antisindacale, i lavoratori, in queste difficili condizioni, hanno deciso di rialzare la testa. I motivi della protesta sono da ricondurre al totale disinteresse da parte dell’azienda a dare effettivo significato e contenuto alle relazioni tra le parti, su argomenti quali salute e sicurezza, contrattazione di secondo livello e precarietà del lavoro, temi questi importantissimi che oggi sono all’attenzione generale, ma che non hanno trovato presso la direzione dell’Hatria Srl nessun terreno di confronto degno di questo nome. Va segnalato inoltre che ad oggi non ci sono certezze neanche sul fronte del piano ferie».
La Rsu e le segreterie sindacali ritengono inoltre «importante far notare a tutti che, sulla base del comportamento dell’azienda, abbiamo dovuto ricorrere alla richiesta d’intervento agli organi istituzionali di controllo quali Asl su salute e sicurezza e Ispettorato territoriale del lavoro per quanto riguarda i trattamenti salariali discriminatori applicati ai lavoratori in somministrazione. Pertanto la risposta dei lavoratori, con le azioni sindacali di protesta di ieri (lunedì, ndr), è un punto essenziale ed irrinunciabile da cui ripartire, per il rispetto dei loro diritti e della loro dignità».(red.te)
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