Prof sulla sedia a rotelle fa appello a Mattarella, ma non avrà la sede vicina

4 Luglio 2024

Vive a Morro, insegna a Giulianova e da anni chiede invano Roseto Domanda di nuovo respinta: «L’Italia non è un Paese per disabili»

TERAMO. Tutto ha il sapore amaro di un inconcludente dejà vu. Ma Mariaclaudia Cantoro, 52 anni, una laurea in giurisprudenza con il massimo dei voti, docente in scienze giuridiche economiche, non si arrende. Lei che insegue il mondo su un sedia a rotelle da quando anni fa le hanno diagnosticato una malattia neurodegenerativa e rivendica il diritto di poter lavorare nella scuola più vicina alla sua residenza, anche per quest’anno dovrà aspettare e affidarsi ancora ai familiari che ogni giorno l’accompagnano perché non può guidare.
Ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il segretariato generale della Presidenza le ha risposto di aver sottoposto il caso al ministero dell’Istruzione che ha chiesto lumi all’ufficio scolastico regionale che in una lettera ha messo nero su bianco «la mancanza di posti disponibili» per la classe di concorso della prof «nelle due istituzioni scolastiche di Roseto, sedi da lei prescelte».Perché in un mondo che tutto centrifuga e troppo anestetizza, lo Stato di diritto assomiglia sempre più a una palude procedurale in cui affogano le reali esigenze di chi fatica il doppio per farcela e l’applicazione di norme. In questo caso l’articolo 21 della legge 104 che disciplina il diritto di precedenza nel pubblico impiego per i disabili. Anche per quest’anno il reclamo fatto all’ufficio scolastico è stato respinto. Le parole di Mariaclaudia, come sempre, non si mescolano al rumore indistinto della polemica ma cercano risposte. Lei, amatissima prof del liceo scientifico Curie di Giulianova, ha iniziato a insegnare nel 2009 e per due anni si è trasferita a Rovigo. Successivamente quattro anni a Pesaro: in questo caso facendo la pendolare in treno da sola. Nel 2015 va a Cagli, nel Pesarese. A novembre 2015 l’assegnazione di ruolo e il trasferimento a San Benedetto del Tronto con il viaggio quotidiano in treno. L’anno successivo fa domanda di trasferimento e tra le sedi disponibili sceglie Giulianova. Dal 2018 presenta domanda di mobilità per rientrare nel comune più vicino alla sua residenza di Morro d’Oro e ogni anno la domanda viene rigettata perché non ci sono posti. «Nel 2020 si liberano due posti e vengono assegnati a insegnanti di Roseto che pur essendo abili hanno precedenza su di me», ricorda, «nel 2021 mi viene accordata l’assegnazione provvisoria al liceo Saffo di Roseto, ma l’anno successivo devo rientrare a Giulianova. Anche quest’anno ho visto rigettata la mia domanda di mobilità, con l’anomalia che le mie colleghe del 2020 di Roseto hanno potuto muoversi all’interno del comune e io devo rimanere a Giulianova». Sarà così anche per il prossimo anno scolastico. «Ancora una volta», scrive nella lettera di riposta ai dirigenti dell’ufficio scolastico, «le mie istanze vengono rigettate e mostrano un ulteriore “impossibilità” da parte della Pubblica Amministrazione di soddisfare o meglio tutelare un mio diritto. In questo momento sento un forte senso di smarrimento e disagio, tuttavia continuerò ad ottemperare ai miei obblighi contrattuali come ho sempre fatto anche grazie all’aiuto dei miei familiari. Spero un giorno di poter raccontare ai miei studenti un lieto fine a questa vicenda. Continuerò a insegnare i diritti, quelli garantiti dalla nostra Costituzione, sperando in questo modo di contribuire a costruire una società migliore per i disabili di domani. Oggi posso dire che l’Italia non è un Paese per disabili».
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