Profeta: nei fine settimana c’è la cultura dello sballo

ROSETO. Non è un caso isolato. Lo sballo del venerdì o del sabato sera è diventato una consuetudine fra i ragazzi, anche minorenni. A spiegare la portata del fenomeno è Valerio Profeta, direttore...
ROSETO. Non è un caso isolato. Lo sballo del venerdì o del sabato sera è diventato una consuetudine fra i ragazzi, anche minorenni. A spiegare la portata del fenomeno è Valerio Profeta, direttore del Sert di Teramo.
«Non c’è divertimento se non c’è lo sballo, ottenuto tramite alcol o droghe», spiega il medico, «l’importante è che ci sia una sorta di ottundimento che consente fare cose che normalmente non faresti o più banalmente perchè sballarti è bello. Non ci sono motivazioni particolari: in effetti è diventata un’usanza, una moda, e non solo per i giovani. Anni fa ubriacarsi era un fatto occasionale e non volontario: bevevi ma ti sfuggiva la situazione e quasi quasi il giorno dopo ti vergognavi. Oggi invece è l’effetto ricercato. Non è più nemmeno importante che cosa bevi. Così per la droga: dalla cocaina, alla chetamina, al popper, oppure all’eroina o ai cannabinoidi. O spesso raggiungi lo sballo con un mix di alcol e sostanze».
Non ha senso dire che il fenomeno è in aumento, tanto è diffuso. «Dire che è in aumento è una banalità. Chiunque venerdì e sabato sera va per locali o anche per strada si rende conto che c’è questa situazione», aggiunge Profeta, «i ragazzi pensano che bere una volta a settimana non faccia male ma noi sappiamo dal 1978 che per ristabilire il danno epatico di una grossa bevuta sono necessarie non meno di tre settimane. Più recentemente, dal 2010, abbiamo avuto evidenze scientifiche neurofisiologiche, attraverso una risonanza a 3 tesla, che il danno cerebrale per un’ubriacatura dura per almeno due settimane. Se non dai tempo a cervello e fegato di ristabilirsi hai un danno che negli anni porta a disfunzioni molto importanti. Non a caso si dice che l’alcolismo sia subdolo: ti accorgi del danno quando ormai è troppo tardi». Non sono rari i casi di giovani alcolisti trattati al Sert: molti hanno bisogno di un forte supporto psicologico fino ad arrivare a trattamenti in comunità terapeutiche per adolescenti. (a.f.)
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