Progetto Marozzi, la politica si divide

5 Aprile 2017

Ruffini: «Poteva costruire, perché non l’ha fatto?». Ma altri consiglieri difendono l’imprenditore

GIULIANOVA. Due palazzi ai piedi della collina in un luogo che da più parti si vuole preservare, davanti a piazza Dalla Chiesa, anni di dibattiti, innumerevoli tentativi mirati a ridimensionare l'impatto paesaggistico e ambientale, ma dopo 15 anni tutto è rimasto cristallizzato e in tanti si chiedono perché nessuno sia riuscito a trovare un'alternativa. La scorsa settimana il proprietario dei terreni Peppino Marozzi ha annunciato che è stanco di aspettare e, rifiutando l'ultima idea scaturita dalla commissione urbanistica, si è detto pronto a costruire i due palazzi alti 10,5 metri più il sottotetto.

«La decisione di trovare delle soluzioni alternative è stata condivisa insieme al privato, quindi ora Marozzi non deve dare la colpa a questa amministrazione per aver perso 15 anni», commenta l'assessore all'urbanistica e ambiente Fabio Ruffini. «L'imprenditore era libero di realizzare il progetto se davvero lo voleva. A questo punto mi chiedo perché ancora non lo ha fatto». Ruffini fa riferimento ad ipotesi che non sono state condivise da tutte le forze politiche e che hanno portato al fallimento della trattativa: «Le sette villette proposte dal privato sono comunque impattanti e non è detto che avrebbero ottenuto il via libera da Provincia e Regione, per questo è stata messa in campo una diversa ipotesi con villette unifamiliari a schiera spostate verso sud. Ma l'accordo non c'è stato e quindi il privato può dare corso ad un procedimento amministrativo del tutto regolare».

Distanti le posizione tra le forze politiche in consiglio comunale. «La proposta di Marozzi non mi sembra così invasiva», dice Laura Ciafardoni di Fi-Ncd-, «e non mi risulta che la variante del 2006 sia stata fatta per quel progetto. Infatti ricordo le numerose richieste arrivate da parte di residenti che chiedevano di sopraelevare per costruire un piano in più per i figli, quindi quella variante è stata recepita per tutti i sottotetti della città. Mi auguro che venga trovata una soluzione al più presto». «Noi non abbiamo preso posizione in commissione urbanistica perché non è stato presentato un piano valido su cui discutere», fa sapere Gianluca Antelli di Giulianova Rinasce. «Il progetto delle sette villette di Marozzi poteva essere accettato. L'importante è salvaguardare il paesaggio. Qui invece vedo solo un gioco delle parti». Sullo stesso piano anche il gruppo Civicamente di Luigi Ragni e Carlo Mustone: «Meglio le villette singole alte 8,5 metri piuttosto che due palazzi di 14 metri», dice Mustone, «mentre l'alternativa del tecnico Pd Capanna presentata nell'ultima commissione urbanistica non mi convince, anche perché è decisamente restrittiva per il privato. A Giulianova vengono accontentati quasi tutti: qui invece ci vedo una chiusura ostinata da parte della politica».

Mirella Lelli

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