Progetto per il Mazzini bis a Villa Mosca

15 Novembre 2020

Un gruppo di cinque imprese avanza la proposta alla Asl, il presidio sarebbe costruito al posto di pineta e area caldaie

TERAMO. C’è un gruppo di imprese che propone di costruire il nuovo ospedale a Villa Mosca. Cinque imprese di diverse tipologie – da Rimini a Torino, a Roma a Bari – hanno riproposto una manifestazione di interesse presentata a maggio ma arenatasi perchè il sito di Villa Mosca ancora non era stato inserito fra quelli indicati dal Comune di Teramo. A ottobre, con la delibera del consiglio, il futuro raggruppamento, ha voluto riprendere il discorso interrotto con la Asl, scrivendo al manager Maurizio Di Giosia. L’intenzione è «riprendere le attività temporaneamente sospese e volte a completare la predisposizione di tutti gli elaborati tecnici, economico-finanziari e giuridici costituenti la proposta», per presentarla in maniera ufficiale alla Asl al più presto.
Secondo quanto trapela, il progetto interessa l’area retrostante al primo lotto, quella della pineta e dell’area caldaie. La pineta ha un vincolo indiretto, perchè è vincolato l'ex sanatorio, per cui l’idea sarebbe quella di ricrearla al posto del secondo lotto che andrebbe abbattuto perchè non è conveniente adeguarlo sismicamente.
Le cinque imprese intendono superare la difficile convivenza fra un cantiere e un ospedale individuando una viabilità alternativa dietro l’ex sanatorio che dà possibilità sganciare il cantiere dall'ospedale. Inoltre, visto che si interessa la centrale termica, questa andrebbe spostata prima. Si tratterebbe di una piastra interrata accanto al sanatorio con un edificio a tre piani, di altezza uguale appunto al terzo lotto. La costruzione, prevista in tre anni, sarebbe da 600 posti letto, già adeguata per gestire eventuali emergenze come quella attuale. Nelle riunioni introduttive è stato ribadito che la soluzione porterebbe dei vantaggi perchè, ad esempio, i parcheggi ci sarebbero già con il multipiano, così come i servizi ospedalieri. Inoltre la costruzione avverrebbe su terreni di proprietà della Asl che quindi non si dovrebbero espropriare. Il primo lotto sopravviverebbe, con attività diverse da quelle ospedaliere, probabilmente andrà abbassato di uno o due piani, per risolvere gli aspetti sismici. Essendo un project financing è prevista la gestione di alcuni servizi a capo di alcune imprese del gruppo, che non a caso è composto anche da imprese specializzate nella fornitura di servizi ospedalieri.
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