Proietta video contro la donna che lo accusa: condannato

10 Novembre 2018

VAL VIBRATA. Per giorni, dopo il processo, ha proiettato delle scritte sulle pareti esterne della sua abitazione contro la donna, una sua ex dipendente, che lo aveva portato in tribunale con l’accusa...

VAL VIBRATA. Per giorni, dopo il processo, ha proiettato delle scritte sulle pareti esterne della sua abitazione contro la donna, una sua ex dipendente, che lo aveva portato in tribunale con l’accusa di violenza sessuale. Offese e ingiurie del tipo «io morirò innocente e tu mignotta» o ancora «hai giurato il falso» comparse sulla foto della donna sempre proiettata sulle pareti esterne della casa in una località dell’entroterra vibratiano. È andata avanti per giorni fino a quando i carabinieri non lo hanno bloccato sequestrando il proiettore. Ieri l’epilogo giudiziario di una vicenda con un imprenditore condannato a 600 euro di ammenda per diffamazione aggravata (non pubblichiamo le sue generalità per tutelare l’identità della vittima).
La sentenza è stata emessa dal giudice onorario di tribunale Antonio Converti. Una sentenza che arriva qualche anno dopo quella di primo grado che lo ha condannato per molestie, ingiurie, minacce e violenza sessuale (pena poi dimezzata in appello). Ma dopo il processo l’uomo ha continuato a perseguitare la donna decidendo di proiettare ogni sera sul muro esterno della sua abitazione ingiurie e offese di vario genere che sono comparse sull’immagine della vittima che ha denunciato e nel processo si è costituita parte civile (assistita dall’avvocato Tommaso Civitarese), così come aveva fatto anche in quello per violenza sessuale. Ha scritto il pm Silvia Scamurra nel decreto di citazione diretta a giudizio: «proiettando ogni sera delle scritte sulle pareti della sua abitazioni alle quali associava sullo sfondo la fotografia della vittima offendeva la sua reputazione apostrofandola come una mignotta e rivolgendole espressioni “Io morirò innocente e tu mignotta” e “hai giurato il falso” alludendo all’esito del processo penale a cui era stato sottoposto dopo la denuncia della donna».(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.