Pronte quattro aree per il nuovo ospedale

8 Luglio 2017

Le proposte analizzate in commissione, martedì voto in consiglio comunale L’amministrazione punta sulla zona dell’ex Iperbarico. Brucchi: decide la Asl

TERAMO. Il Comune punta sull’area dell’ex Iperbarico come la collocazione del nuovo ospedale, ma non condizionerà la scelta da parte della Asl. Nel consiglio che si riunirà martedì alle 15 per esaminare le diverse proposte in campo non si arriverà alla conta. Le quattro soluzioni, tra cui quella prospettata direttamente dell’amministrazione cittadina, saranno analizzate nei dettagli senza però votarne una preferita rispetto alle altre. «Tutte hanno pro e contro», spiega il sindaco Maurizio Brucchi, «ma la decisione spetta alla Asl e non sarebbe corretto condizionarla con un’indicazione perentoria».
È questo l’orientamento emerso ieri mattina nel corso della seduta congiunta delle commissioni urbanistica e affari generali che ha messo sul tavolo le piantine dei quattro siti che potrebbero accogliere la nuova struttura sanitaria dal costo di 220 milioni di euro. Il meno accreditato è quello che costeggia il tratto della Teramo-mare in direzione del capoluogo ed è compreso tra la stazione di servizio dopo il centro commerciale e il primo svincolo d’ingresso in città. L’area misura quasi 59mila metri quadri, garantisce un’agevole accessibilità dalla superstrada e, elemento non secondario, di fatto farebbe rientrare l’ospedale quasi nel contesto urbano. Il lato opposto a quello che affaccia sulla Teramo-mare, però, costeggia il Tordino e rende lo spazio esondabile da eventuali piene del fiume, per cui non sarebbe indicato per accogliere la nuova struttura sanitaria.
Nelle vicinanze ci sono altre due aree per le quali non esistono rischi idrogeologici e che dunque sarebbero favorite rispetto alla prima. Una, già visionata dal direttore generale della Asl Roberto Fagnano in un sopralluogo risalente a un mese, si trova nei pressi della facoltà di Veterinaria. Anche in questo caso l’accessibilità è garantita dalla Teramo-Mare e della statale 80 attraverso la rotatoria al bivio di Piano d’Accio. In più quest’area, posizionata alle spalle delle concessionarie Opel e Bmw, può vantare un collegamento quasi diretto con la stazione ferroviaria inaugurata un anno fa di fronte all’ingresso della sede universitaria. La controindicazione principale è l’estensione di circa 79mila metri quadri che non consentirebbe alla nuova struttura di svilupparsi su un unico piano.
Stando a quanto emerso ieri in commissione sarebbero necessari parcheggi sotterranei e una costruzione che si sviluppi più in altezza che in lunghezza. Questo problema non ci sarebbe nella terza area, indicata dall’attuale capogruppo del Pd Maurizio Verna, che si estende dall’uscita della Teramo-mare per il centro commerciale su una superficie di oltre 110mila metri quadri verso San Nicolò. Gli allacci con la Teramo-mare su un lato e con la statale 80 sull’altro sarebbero molto agevoli. La superficie disponibile consentirebbe di realizzare un intervento “comodo” senza dover misurare gli ingombri al millimetro.
Il problema in questo caso è rappresentato però dalla presenza di cave, alcune delle quali non attive, che richiederebbero particolari procedure di esproprio. L’area più grande è quella individuata dall’amministrazione comunale e che in pratica circonda l’ex centro iperbarico di Sant’Atto.
Gli oltre 271mila quadri disponibili ospiterebbero la nuova struttura sanitaria, i parcheggi e le pertinenze varie. L’altro vantaggio è che il terreno appartiene già alla Asl. Quest’ultima, dunque, abbatterebbe costi e tempi di realizzazione calcolati in circa tre anni e mezzo. A differenza degli altri due siti in lizza, però, l’area di Sant’Atto non dispone di una viabilità adeguata che dunque andrebbe appositamente predisposta. La scelta del sito giusto, insomma, comporterà la valutazione di elementi contrastanti. Su un aspetto la commissione si è espressa all’unanimità anticipando il consiglio di martedì: il nuovo ospedale dovrà essere collocato nel territorio del capoluogo.
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