Pronti al “Vaccino day”, le dosi arrivano scortate dall’esercito

27 Dicembre 2020

Il furgone refrigerato sarà stamattina alle 8 al secondo lotto dell’ospedale di Teramo  ma le operazioni vere e proprie inizieranno alle 10,30. Fra i primi i medici Napoletano e Parruti

TERAMO. Le 135 dosi del vaccino anti-Covid della Pfizer sono arrivate all’Aquila ieri sera a bordo di un mezzo refrigerato dell’esercito alla caserma del nono reggimento alpini “Pasquali Campomizi”. Il mezzo ripartirà alle 6,30 per stare al secondo lotto dell’ospedale di Teramo, che ospiterà il “Vaccino day”, oggi intorno alle 8.
Alla Asl di Teramo, scelta come punto di somministrazione per tutto l’Abruzzo del vaccino anti-Covid affluiranno da tutta la regione 132 operatori sanitari che si sono iscritti sulla piattaforma di coloro che si vogliono vaccinare. I 33 operatori per ogni Asl abruzzese, a cui si aggiungeranno tre anziani ospiti della casa di riposo “De Benedictis” di Teramo , saranno vaccinati negli ambulatori della Cardiologia, al pianterreno del secondo lotto.Per evitare assembramenti, le 135 persone sono state suddivise in tre gruppi che si presenteranno ad orari diversi: i primi alle 10.30, i secondi alle 12.30 e gli ultimi alle 15.
Il primo ad essere vaccinato sarà il padrone di casa, cioè il primario della Cardiologia nonchè presidente dell’Ordine dei medici di Teramo Cosimo Napoletano, poi seguirà Mimmo Cretara, medico internista e decano dei medici ospedalieri con i suoi 69 anni. Fra i vari operatori sanitari che si vaccineranno fra cui i direttori sanitari dei vari presidi e delle Asl, c’è anche Giustino Parruti, direttore delle Malattie infettive dell’ospedale di Pescara. Tutti i vaccinati, dopo 21 giorni, riceveranno il richiamo vaccinale. Si tratta di una giornata simbolica, che dovrebbe aprire la strada alla vera e propria campagna di vaccinazione che dovrebbe partire dal 4 gennaio.
I CONTAGI. Sono scesi a 152 i ricoverarti nelle strutture sanitarie della provincia (54 ad Atri, 19 a Teramo, 24 a Giulianova, 35 alla Rsa di bivio Belloccio, 15 all’Orasi Madre Teresa di Scerne e 4 nell’hotel Covid) di cui otto in Rinimazione. E se il 24 non ha fatto registrare alcun decesso legato al Covid, il 25 sono state due le vittime: Lidia Procaccini, 90 anni di Civitella e Nazareno Agostini, 89 anni di Ascoli. I nuovi positivi in isolamento domiciliare ieri sono stati 60 .
REPARTI NON COVID AD ATRI. Dal 7 gennaio al San Liberatore di Atri ripartiranno le attività dei reparti di chirurgia e di ortopedia e delle relative sale operatorie, servizi temporaneamente sospesi in questi ultimi mesi per via dell’emergenza da Covid-19. L’attività delle sale operatorie potrà far ripartire anche i servizi di Oculistica che richiedevano l’anestesia generale. Una notizia salutata favorevolmente dal sindaco di Atri, Piergiorgio Ferretti, il quale evidenzia che si tratta di un primo importante tassello per riportare alla piena operatività tutti i reparti funzionanti pre-Covid e che la struttura è ora dotata di nuove professionalità, attrezzature e servizi. Ferretti ringrazia Regione e Asl e aggiunge: «Dopo l’arricchimento di materiali dovuto a donazioni per oltre 650mila euro di privati, imprenditori e associazioni e grazie ai proventi della raccolta fondi promossa dal Comune di Atri, anche in questa seconda fase dell’emergenza Covid il San Liberatore si arricchisce sia di strumentazione tecnologica (poiché si sta procedendo alla realizzazione della nuova Tac fissa a 128 strati che sarà nella ex Medicina Nucleare) e di nuovi servizi. Resterà per sempre il reparto di Riabilitazione respiratoria, che si trova nell’ex Psichiatria ed è nato in questi mesi e che è l’unico nella provincia . Il Centro di salute mentale potrà restare nei locali dell’ex Pretura, dove è stato temporaneamente ubicato, ampliando così ulteriormente i servizi nel centro storico. Inoltre sono state nominate due ottime professionalità nel presidio: Piergiorgio Casaccia e Giuseppe Lanni rispettivamente responsabili del Pronto Soccorso e della Radiologia». «L’ospedale di Atri, come promesso», commenta il direttore generale Maurizio Di Giosia, «tornerà come e più forte di prima. Non si può dimenticare quanto abbiano fatto i medici e gli operatori di Atri sia nella prima che nella seconda fase dell’emergenza da Covid-19».
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