Pronti alla guerra per la prefettura

23 Settembre 2015

Assemblea dei dipendenti: siamo tutti a rischio trasferimento

TERAMO. La prefettura di Teramo chiude, almeno secondo i piani del governo Renzi. E ieri si è svolta una riunione del personale del ministero dell’Interno in servizio in provincia. All'incontro ha partecipato il sindaco Maurizio Brucchi «il quale ha espresso adesione all'iniziativa sindacale ed ha assicurato ai lavoratori il proprio pieno appoggio in favore di tutte le iniziative che verranno messe in campo per evitare l'accorpamento delle due prefetture, preannunciando l'intenzione di interessare alla problematica tutti i parlamentari locali», osservano Cgil, Cisl e Uil.

Contrari tutti i dipendenti, che se l’operazione andrà in porto – entro dicembre 2016 – diventeranno pendolari a causa dell’accorpamento con L’Aquila, che peraltro interesserà anche questura e comando dei vigili del fuoco. «Peraltro il provvedimento, che rischia di gettare nel caos cittadini e lavoratori, è ritenuto esposto a rilievi sia sul profilo tecnico-giuridico, sia riguardo alla sua idoneità a conseguire i risparmi previsti», scrivono i sindacati secondo cui «il provvedimento, oltre che sbagliato è intempestivo in quanto anticipa in modo scoordinato la riforma "Madia " della pubblica amministrazione. Esso priverebbe le collettività interessate dei necessari presidi di legalità e sicurezza sul territorio e ciò in una fase in cui non è ancora stata attuata la riforma dell'assetto istituzionale che, a regime, prevederà un rafforzamento dello Stato attraverso i nuovi uffici territoriali in cui dovrebbero confluire tutte le amministrazioni periferiche statali». Il provvedimento peraltro non chiarisce la sorte dei lavoratori: in provincia sono circa 300 quelli a rischio trasferimento. In prefettura ci sono 58 dipendenti e 7 dirigenti, in questura 28 impiegati civili e poi 250 fra poliziotti e vigili del fuoco.

«Dall'assemblea è emersa la volontà di proseguire con azioni di protesta, anche attraverso il coinvolgimento dei politici locali e della cittadinanza, al fine di scongiurare lo smantellamento dello Stato sul territorio e assicurare di contro coesione sociale, integrazione, convivenza civile e sicurezza con l'apporto di tutti i lavoratori del ministero dell'Interno sul territorio teramano», concludono i sindacati. (a.f.)

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