«Pronti anche noi a produrre mascherine»

5 Aprile 2020

Un imprenditore di Corropoli: «Troviamo enormi ostacoli burocratici, manca l’autorizzazione»

CORROPOLI. «Nonostante la necessità di dispositivi di sicurezza per combattere il coronavirus, non riusciamo ad ottenere l’autorizzazione dalla Regione per convertire le nostre aziende e realizzare mascherine a norma». A segnalare il problema è Massimo Salvi, membro del movimento civico Val Vibrata-Monti della Laga e imprenditore che a Corropoli realizza abiti anche per importanti marchi, ma che lamenta enormi ostacoli burocratici.
Continua nel suo messaggio: «In zona ci sono aziende, come le mie, che hanno dato disponibilità già da dieci giorni per produrre mascherine a norma, volendo anche camici, ma non hanno ottenuto risposta. Stiamo cercando di intraprendere il percorso corretto, ma non veniamo presi in considerazione, mentre ci sono tante aziende che stanno producendo mascherine senza avere alcuna certificazione e firmando contratti per la produzione di milioni di pezzi». Poi sul percorso burocratico: «La stessa presentazione della domanda per chiedere l’autorizzazione è stata un’impresa, visto che non ci sono indicazioni sui siti web degli enti interessati, dalla Protezione civile abruzzese alla Camera di commercio. Nemmeno riguardo il concorso indetto da Invitalia. In altre zone d’Italia, faccio l’esempio di Firenze, invece, la Camera di commercio ha fornito immediatamente sul proprio sito tutte le informazioni e la documentazione necessaria. Siamo davvero rammaricati, qui le aziende sono lasciate allo sbando. Cercheremo comunque di andare avanti, perché il senso di responsabilità è più forte della delusione».
Sul tema è intervenuto anche il presidente del movimento, Domenico Di Matteo, che con Salvi negli ultimi anni ha condiviso diverse battaglie, come quella per la creazione di una scuola di formazione per rispondere alla domanda di manodopera specializzata in Val Vibrata. Spiega Di Matteo: «Registro scarsa attenzione sul tema. Invito quindi gli enti competenti, e soprattutto la Regione Abruzzo, a fare chiarezza e a sbloccare la situazione. E’ fondamentale per tutto il territorio regionale, oltre che vibratiano e teramano, in questo momento difficile in cui c’è carenza di dispositivi di sicurezza che farebbero la differenza nella lotta al Covid-19».
Luca Tomassoni
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