Pronto soccorso, barelle nei corridoi

Il primario ha dovuto cancellare i 6 letti di Osservazione breve per carenza di personale: «È per tutelare i malati»
TERAMO. Tornano le barelle parcheggiate in pronto soccorso. E’ l’effetto della decisione che ha dovuto assumere il primario del pronto soccorso, Rita Rossi. Per grave carenza di personale sono stati chiusi i sei posti letto di osservazione breve (Obi). Da un paio di giorni, dunque, i pazienti che necessitano di un periodo di osservazione o di ulteriori controlli sono sistemati sulle barelle.
Una situazione del genere si verificò già due anni fa per lo stesso problema: la grave carenza di personale. «Mi dispiace tantissimo», commenta il primario, «ma è una decisione che ho dovuto adottare per garantire la sicurezza del malato. Purtroppo è una situazione in linea con le criticità legate alla carenza di personale nell’ambito dell’emergenza. Mi auguro che ci sia una presa in carico a livello regionale di questo problema».
Il primario non è in grado di fare previsioni sul periodo di chiusura dell’Obi, ma alla domanda se proseguirà per tutta l’estate risponde: «Mi auguro di no».
Certo è che a fine giugno scadono i contratti a tempo determinato a quattro medici, tre del pronto soccorso di Teramo e uno di Giulianova. E il concorso per le assunzioni a tempo indeterminato, che pure è iniziato, non si concluderà, secondo le previsioni del primario, prima di ottobre. In totale nei quattro pronto soccorso della Asl mancano 15 medici. E i posti di osservazione breve negli altri tre servizi, che pure prima funzionavano a singhiozzo (2 a Giulianova, 2 a Sant’Omero e 3 ad Atri) sono chiusi. In più manca almeno un infermiere per turno. Una carenza già grave di per sè, acuita dalla necessità di garantire le ferie al personale (almeno 15 giorni consecutivi nel periodo giugno-settembre) e dalle nuove norme europee per quanto riguarda gli orari di lavoro.
La somma di queste criticità ha causato il ritorno al passato: barelle parcheggiate nei corridoi nonostante la nuova struttura che garantisce percorsi certi ai pazienti a seconda dei codici di appartenenza, con massima garanzia della privacy. Ma ora molto è saltato, senza contare che ci potranno essere ripercussioni sui ricoveri: parte dei malati che venivano ricoverati nell’Obi in attesa che si chiarisse il quadro clinico ora saranno inviati nei reparti. Dettaglio non ininfluente, tenendo conto che dal 1° luglio partiranno gli accorpamenti estivi e il numero di posti letto si ridurrà. «Non è un’azione dimostrativa», conclude Rita Rossi, «ma per la sicurezza del malato, che va tenuto sotto controllo. Adottata con estremo dispiacere».
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