Pronto uno studio con 160 idee per cambiare volto alla città

Le hanno presentate enti, associazioni e istituzioni: alcune sono diventate progetti già finanziati Oggi comincia la fase di confronto, l’esperto Porreca presenterà la relazione scaturita dalle proposte
TERAMO. “IdeaTe” entra nella fase due. Il contenitore virtuale voluto dal Comune di Teramo per raccogliere idee e proposte per la città ha visto una significativa partecipazione: sono stati 160 i progetti presentati da enti, associazioni e istituzioni confluiti in sette macro aree e diventati oggetto di studio da parte dell'amministrazione. Uno studio che è nel contempo sintesi e indirizzo di quella che sarà, o si spera potrà essere, la Teramo del futuro. Oggi pomeriggio il Comune presenterà la relazione elaborata da Riccardo Porreca, esperto in progettazione urbana e architettonica, a tutti gli attori istituzionali e «da qui parte la seconda fase, quella del coinvolgimento del territorio, che entra nel merito e fa il punto delle proposte: molti progetti sono già stati finanziati col Pnrr e altri corrono per ottenere fondi. Ora con il confronto e la collaborazione degli enti si lavorerà per definire gli schemi di partecipazione», ha spiegato ieri il sindaco Gianguido D'Alberto insieme al consigliere comunale Massimo Speca e al presidente della Team Sergio Saccomandi.
Quello odierno sarà il primo di una serie di incontri volti a concretizzare gli indirizzi da seguire per costruire e ricostruire Teramo, non solo sotto il profilo materiale ma anche – e soprattutto – culturale e sociale. Intervenire sui luoghi, hanno sottolineato in più passaggi il sindaco e Speca, non basta se non si creano i contenuti. Cioè: le connessioni fra siti storici e archeologici, fra gli spazi creativi e ludici, fra gli edifici e la comunità teramana. Fra i primi progetti nell'agenda della condivisione fra Comune ed enti, c'è il mercato coperto: la riqualificazione è stata finanziata ma «non intendiamo solo mettere a nuovo un edificio così importante, ma costruire contenuti materiali e immateriali», ha ribadito D'Alberto. Stesso discorso per il parco fluviale, le periferie, il patrimonio scolastico, i siti storici e archeologici. Tante le associazioni che hanno inviato a IdeaTe le proprie proposte: con loro il primo appuntamento ci sarà giovedì.
Un ruolo di spicco in questo percorso avviato dal Comune lo ricopre la Team, soprattutto alla luce del suo passaggio da società mista a pubblica. «Fra le tematiche più rilevanti del Pnrr c'è la transizione ecologica: su questo la Teramo Ambiente giocherà una partita importante, e sono diversi i progetti presentati per ottenere finanziamenti», ha spiegato Saccomandi facendo riferimento al biodigestore e al centro di riuso e riciclo che si vorrebbero realizzare a Carapollo. È di pochi giorni fa la notizia che sono stati riaperti i termini per chiedere fondi e la Team ne potrebbe approfittare per ulteriori progettazioni.
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