Proroga delle concessioni al 2033 Venti balneatori registrano l’atto

5 Luglio 2020

Prova di forza di alcuni affiliati al Sindacato balneari. Il presidente Scilli: «A sei mesi dalla scadenza il Comune non fa nulla per rinnovare i titoli, così abbiamo agito sulla base del silenzio-assenso»

GIULIANOVA. Venti concessionari di aree demaniali di Giulianova, tra piccoli e grandi, hanno scelto la strada ritenuta più certa e concreta per giungere alla proroga dei propri titoli concessori fino al 31 dicembre 2033. Infatti alcuni titolari di concessioni, che avevano in precedenza presentato istanza e pagato la relativa tassa, hanno provveduto a registrare l’atto concessorio per la vigenza (ovvero la proroga) della concessione fino a tutto il 2033. L’iniziativa è stata curata, per conto degli associati, dal Sindacato Italiano Balneari (Sib), che si è preso la briga di percorrere un iter ritenuto in linea con quanto previsto dalla normativa.
Domizio Scilli, presidente provinciale del Sib, afferma: «Ancora una volta siamo costretti a parlare di vigenza di concessioni demaniali. Mancano sei mesi alla scadenza definitiva dei titoli concessori, ci sono stati due interventi del sindaco Jwan Costantini con la promessa e l’impegno di una “soluzione a breve” del problema, ma a quanto sembra i funzionari comunali sembrano avere le proprie idee al riguardo». Ovvero, secondo il sindacato, fanno difficoltà a rilasciare il titolo. Il Sib ovviamente basa la propria iniziativa su diverse pezze d’appoggio normative, più o meno recenti. Viene tra l’altro specificato da Scilli che l’Agenzia delle Entrate, con una nota dello scorso 28 maggio, ha chiarito che «ai fini dell’imposta di registro, per un contratto di affitto regolato dal diritto privato, ovvero per una concessione vera e propria, si richiama la risoluzione del 25 ottobre 2001 con la quale è stato precisato che rientrano nell’ambito delle concessioni tutti gli atti della pubblica amministrazione, comunque nominati, con i quali viene consentito, da parte della medesima, l’uso dei beni appartenenti al demanio». Il Sib richiama inoltre l’attenzione sulla legge dell’agosto 1999 sul silenzio-assenso. Scilli cita il seguente passaggio della legge: «Il silenzio dell’amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica all’interessato, nei termini stabiliti dalla legge, il provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del secondo comma. I termini decorrono dalla data di ricevimento della domanda del privato».
In passato più volte il Sib ha cercato di risolvere il problema attraverso vie ordinarie. In questa occasione, pagando il dovuto, si è rivolto all’Ufficio del Registro notificando il tutto al Comune. Commenta Scilli: «Speriamo di essere giunti alla fine di un tunnel iniziato da anni e in cui si spera di non dover più mettere le mani. Questo il nostro spirito, nella convinzione di aver imboccato la strada giusta».
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