Prosciolto dall’accusa di maltrattamenti

Indagato dopo la denuncia della moglie: «Mi ha vessato per anni». Per il giudice ipotesi infondate
TERAMO. Era finito nel registro degli indagati con la pesante accusa di maltrattamenti alla moglie che sarebbero andati avanti per 16 anni, esattamente dal 2003 al 2019. Ipotesi di accusa che il giudice per le udienze preliminari Roberto Veneziano non ha ritenuto fondate e per questo ha disposto il non luogo a procedere. L’imputato è un teramano di 45 anni (assistito dall’avvocato Wania Della Vigna) che nell’ottobre del 2019 venne denunciato dalla donna successivamente diventato ex moglie dopo la separazione avvenuta in maniera consensuale. Secondo l’accusa della Procura l’uomo avrebbe maltrattato la donna, così si legge nel capo d’imputazione, «sottoponendola sistematicamente a minacce, mortificazione ed ingiurie, in particolare quasi quotidianamente le rivolgeva frasi quali: “Stammi lontano: scansati altrimenti questo pugno è per te; non ti permettere di dirmi quello che devo fare; stai zitta; non commentare”». E ancora, sempre secondo l’accusa «cercava di impedire alla moglie di intrattenere rapporti con la madre e proferiva all’indirizzo della suocera la frase “Se tua figlia mi lascia gli taglio la gola”».
L’indagine nei confronti dell’uomo era iniziata nell’ottobre del 2019 al termine di un litigio con la donna. In quell’occasione la suocera aveva chiamato i carabinieri dicendo che l’ex marito della figlia le aveva minacciate sostenendo che si sarebbe recato a casa a prendere la pistola. A questo punto i militari erano intervenuti sequestrando l’arma che l’uomo deteneva regolarmente. Successivamente era scattata l’indagine e l’uomo era stato indagato per maltrattamenti con i militari che avevano raccolto la denuncia della donna e le testimonianze di alcuni suoi familiari. Ipotesi di accusa che il giudice non ha ritenuto fondate. (d.p.)
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