Prostituta rapinata, assolto il cliente finito sotto processo

22 Ottobre 2021

ANCARANO. Era finito a processo con l’accusa di rapina, violenza privata, lesioni personali e danneggiamento della prostituta con cui si era appartata: al termine del processo il giudice Flavio...

ANCARANO. Era finito a processo con l’accusa di rapina, violenza privata, lesioni personali e danneggiamento della prostituta con cui si era appartata: al termine del processo il giudice Flavio Conciatori lo ha assolto perché il fatto non sussiste.
L’uomo, un trentenne teramano, era difeso dagli avvocati Monica Passamonti e Antonio Pannunzio. La donna si era costituita parte civile
I fatti, secondo la ricostruzione della Procura che aveva chiesto il rinvio a giudizio poi disposto dal gip, risalgono al 2017 e si sarebbero verificati sulla Bonifica del Tronto, nel territorio di Ancarano.
L’uomo avrebbe picchiato la donna con dei calci per costringerla a consegnargli il suo telefono cellulare per cancellare la foto che la stessa aveva fatto alla targa della sua macchina.
Tentativo, quello di prenderle il telefono cellulare, che per la Procura sarebbe venuto meno per l’intervento di un’altra donna che si trovava nella zona. «Stringendo forte il collo della donna, dandole un pugno sul petto, colpendola con vari calci», si legge nel capo d’imputazione, «cagionava alla stessa lesioni personali (piccola escoriazione superficiale regione anteriore del collo, escoriazione gomito sinistro) da cui derivava una prognosi di sette giorni».
L’uomo era accusato anche di danneggiamento perché, sempre secondo la Procura, aggredendo al collo la donna avrebbe provocato la rottura di una collana d’oro indossata dalla stessa. Al termine di un’istruttoria dibattimentale nel corso della quale sono stati ascoltati vari testi e la stessa parte offesa, il giudice monocratico ha assolto l’uomo con la formula più ampia del fatto non sussiste. Le motivazioni della sentenza tra sessanta giorni.(d.p.)
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