Prostituzione nel circolo, condannato

Sesso con ballerine: due anni e tre mesi a un collaboratore, assolti il presidente de “Il girasole” e una terza imputata
TERAMO. Davanti ai giudici, nel corso delle varie udienze, sono passati pensionati, studenti, professionisti che hanno snocciolato prezzi e spaccati di vita tra un «ci andavano tutti e allora anch’io sono andato a vedere quello che succedeva» e «ma queste dovrebbero essere solo questioni personali». Ed è con la condanna di uno dei quattro imputati che, in primo grado, si è chiuso il processo per l’ennesimo circolo privato trasformato in night-club con tanto di camerini e privè per incontri a luci rosse con ballerine e intrattenitrici varie.
Così ha sentenziato il collegio presieduto da Flavio Conciatori (a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei) che ha condannato a due anni e tre mesi per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione il 44enne Cristian Ciabattoni, collaboratore dell’allora circolo privato “Il girasole” di Villa Pavone. I giudici hanno assolto per non aver commesso il fatto il presidente del circolo Gabriele Di Bonaventura, 56 anni e la collaboratrice Oleana Sokolenko, ucraina di 49 anni. Sentenza di non doversi procedere per il gestore del locale che nel frattempo è deceduto. II pm Stefano Giovagnoni aveva chiesto condanne a due anni e sei mesi sia per Ciabattoni che per Bonaventura contestando ad entrambi il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione e ricostruendo nel dettaglio i momenti all’interno del locale. «Tutti sapevano quello che avveniva nel locale», ha detto nella sua requisitoria, «tutti gli imputati si muovevano nello stesso ambiente ed erano perfettamente a conoscenza di quello che succedeva nei privè e non solo». I fatti contestati ai quattro risalivano al 2011 quando la squadra mobile teramana, al termine di una lunga attività di indagine, li denunciò per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. All’epoca alcuni agenti si finesero clienti, con le indagini che fecero emergere come nel locale, accanto agli spettacoli di lap dance, le ballerine offrissero anche prestazioni sessuali a pagamento con tariffe che andavano dai 50 ai 100 euro. E nel corso del processo tante sono state le ragazze che, in qualità di testimoni, hanno raccontato quello che avveniva nel circolo dove, hanno detto in molte, «eravamo libere di fare quello che volevamo con i clienti».
Anche se il filo che segna il confine tra prostituzione e night club appare sempre molto sottile i giudici della terza sezione della Suprema Corte hanno scritto che «costituisce comportamento prostitutivo anche quello di denudarsi a fine di lucro in presenza di più persone consentendo palpeggiamento e toccamento e risponde di favoreggiamento e agevolazione dell’altrui prostituzione colui che tale specie di convegno organizzi, promuova o al quale comunque dia opera». Il collegio difensivo era composto dagli avvocati Francesco Mariani e Massimo Tiberio. (d.p.)
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