Prostituzione nel night Confermata la condanna

Il caso del Freeway: in secondo grado restano i quattro anni a Camillo Fratini Pena dimezzata per il figlio e la sua fidanzata, invariato il risarcimento
TERAMO. Sesso a pagamento nel night club Freeway: i giudici di appello confermano la condanna a 4 anni e 2 mesi per l’ allora titolare Camillo Fratini e dimezzano quelle per il figlio Fabrizio e la sua fidanzata. Per tutti l’accusa è sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Così qualche giorno fa ha deciso il collegio presieduto da Armanda Servino.
Per Fabrizio Fratini e Francesca Amici (difesi dagli avvocati Giovanni Moretti e Giacinta Cingoli) la pena è scesa a due anni e un mese ed è il frutto dell’applicazione di una delle novità previste nel giudizio d’appello con la riforma Orlando che ha reintrodotto il cosiddetto concordato sui motivi. Non è un patteggiamento, ma una pena concordata tra legali (che rinunciano ad altri motivi di appello) e procura generale che viene poi sottoposta all’esame del giudice. Nessuno sconto, invece, per Camillo Fratini (difeso dagli avvocati Marco Sgattoni e Anna Di Santo). Confermata la sentenza di primo grado nella parte del riconoscimento del risarcimento alla ballerina che si era costituita parte civile (rappresentata dall’avvocato Luca Macci). Nell'inchiesta scattata per il Freeway 2 secondo l'accusa il proprietario del locale avrebbe costretto 15 ragazze, assunte come ballerine di sala, ad intrattenere i clienti nelle stanze private con rapporti sessuali che costavano circa 50 euro. Nel corso della lunga istruttoria di primo grado davanti al giudice Flavio Conciatori sono stati ascoltati decine di testi tra clienti e ballerine che hanno fornite diverse testimonianze su quello che avveniva all’interno del locale di Casemolino. Testimonianze e ricostruzioni evidentemente ritenute credibili viste le sentenza di condanna con cui si è concluso il processo di primo grado. ll confine tra prostituzione e night club è sempre complicato da tracciare, ma il filo che segna il confine tra il lecito e l'illecito è molto sottile. E tanti sono stati i pronunciamenti della Cassazione. La Suprema corte ha scritto, nero su bianco, che «costituisce comportamento prostitutivo anche quello di denudarsi a fine di lucro in presenza di più persone consentendo contatti tattili e baci». E dunque «risponde di favoreggiamento o agevolazione dell'altrui prostituzione colui che tale specie di convegno organizzi, promuova o al quale comunque dia opera».
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