Protesi difettose, nominati due consulenti

Il caso DePuy: la procura indaga per lesioni colpose dopo la denuncia di un’anziana intossicata
TERAMO. La procura teramana mette un punto fermo nel caso delle presunte protesi difettose all’anca. Lo fa il pm Stefano Giovagnoni che, dopo aver aperto un fascicolo per lesioni colpose sul caso di un’anziana donna teramana che dopo l’intervento per impiantare una protesi all’anca si ritrova zoppa e intossicata da altissime quantità di cromo e cobalto nel sangue, ieri mattina ha affidato a due consulenti il compito di accertare un nesso di causalità tra la protesi e lo stato di intossicazione. I consulenti nominati sono il tossicologo Rino Froldi e l’anatomopatologo Mariano Cingolani, entrambi dell’università di Macerata. La protesi in questione è quella della DePuy, l’azienda del colosso Johnson&Johnson, che già molti pazienti teramani hanno citato in giudizio in numerosi procedimenti civili attualmente pendenti in tribunale.
L’inchiesta penale teramana è la seconda aperta in Italia dopo che l’anno scorso il procuratore di Torino Raffaele Guariniello (il magistrato del caso Thyssen e di tante inchieste per doping ) ha iscritto nel registro degli indagati cinque amministratori delegati che dal 2003 al 2010 si sono succeduti ai vertici della DePuy Italia. Le protesi in questione nel 2010 sono state ritirate dal commercio dalla stessa società produttrice e successivamente la Asl teramana ha richiamato tutti i pazienti operati per avviare i controlli.Il fascicolo della procura, che per il momento è senza indagati, è stato aperto da qualche settimana ed è il risultato dell’esposto inviato dai legali della donna che nel giro di qualche anno è stata costretta a subire vari interventi per la rimozione della protesi in questione con ripercussioni notevoli sulla sua salute.
L’anziana, infatti, perizie e analisi alla mano che ora sono parte integrante dell’inchiesta, denuncia come l’impianto della protesi le abbia procurato non solo una zoppia ma anche una notevole presenza di cromo e cobalto nel sangue che raggiungono una soglia di gran lunga superiore a quella normale tanto da provocare uno stato di intossicazione. Le protesi in questione sono completamente metalliche e, secondo l’accusa, rilasciano ioni metallici, soprattutto al cobalto che, a determinate concentrazioni, possono essere tossici e causare problemi neurologici. (d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

