Protesta dei profughi, accordo raggiunto

7 Agosto 2015

Campli, dopo il sit-in avranno 2 euro e 50 al giorno invece delle tessere telefoniche

CAMPLI. Il giorno dopo la protesta, i migranti ospitati a Campli attendono che le promesse diventino realtà e che quei due euro e 50 al giorno arrivino in contanti e non sottoforma di schede telefoniche o altri benefit come invece accade ora. La loro richiesta, insieme a quella di avere cibo migliore e vestiti, mercoledì mattina è approdata in prefettura dopo che in sessanta hanno manifestato davanti alla caserma dei carabinieri.

E nel corso dell’incontro che c’è stato a palazzo di governo i profughi hanno ricevuto rassicurazioni proprio sulla possibilità di poter avere i contanti al posto delle carte.

I sessanta migranti sono ospitati in un hotel e ad occuparsi della loro gestione ed accoglienza, dopo essersi aggiudicati un bando pubblico, è la cooperativa Domus Caritatis di Roma recentemente coinvolta nel caso “Mafia Capitale” e per questo commissariata, insieme a tante altre coop della Capitale, dal prefetto di Roma Franco Gabrielli. Un provvedimento che vale per Roma ma anche per tutto il territorio nazionale.

In provincia di Teramo sono ospitati circa trecento migranti. Un folto gruppo, gestito da un’altra cooperativa, da tempo è impegnato in lavori di pubblica utilità del comune d Torricella Sicura. I profughi contribuiscono alla pulizia di strade e aree verdi della cittadina alle porte del capoluogo. «Una perfetta integrazione», dice il sindaco Daniele Palumbi, «a gruppi di cinque, a rotazione, aiutano i nostri operai a fare dei lavori. Io tutte le mattine li accompagno nei posti in cui sono previsti degli interventi. Ora sono impegnati nella pulizia della nostra villa comunale. Penso che con il rispetto della dignità umana tutto possa svolgersi nel migliore dei modi e noi stiamo tentando di fare proprio questo».

Il primo cittadino di Torricella per Ferragosto sta organizzando una cena per tutti «per farli sentire meno soli e per ringraziarli di quello che fanno».

Quando risponde al telefono dice: «Abbiamo appena fatto colazione insieme al bar. Se non ci fossero loro per un piccolo comune costretto a fare i conti con tagli di ogni genere sarebbe difficile mantenere strade e aree verdi pulite».

I migranti ospitati nelle strutture teramane, come prevede la normativa, sono in attesa del riconoscimento dello stato di rifugiato politico. Le domande vengono esaminate periodicamente da una commissione di Ancona. Dall’anno scorso ad adesso in provincia di Teramo sono transitati più di mille profughi.(d.p.)

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