Protestano gli abitanti della strada che non esiste

14 Agosto 2015

Martinsicuro, sit-in dei residenti di via Positano che chiedono più sicurezza e l’illuminazione pubblica, ma il Comune replica: quella è solo una via di cantiere

MARTINSICURO. Sit-in di protesta, ieri mattina, dei residenti di via Positano, quattro palazzine con 64 appartamenti, quasi tutti seconde case estive. Armati di fischietti e trombette circa cinquanta persone hanno manifestato davanti al municipio per poi incontrare il sindaco. I residenti hanno chiesto più sicurezza e l’illuminazione pubblica in un tratto di via Positano. «Siamo esasperati», i loro commenti, «abbiamo investito a Martinsicuro per le vacanze acquistando qui la seconda casa. Paghiamo l’Imu oltre il 10 per mille, tasse dei rifiuti e tutte le altre tasse comunali ricevendo pochi servizi. La questione sicurezza è la più importante. La sera la strada è buia. illuminata dai soli lampioni che si trovano all’entrata delle palazzine, mentre la via è un ritrovo di tossici e prostitute. La sensazione di sicurezza noi non l’abbiamo». Per il Comune il tratto di strada dove si trovano le quattro palazzine, all’incrocio con via Roma, formalmente non esiste. Sullemappe mostrate ai residenti la strada non c’è, era solo una strada di cantiere. «Ci dispiace non poco che si stia verificando questa situazione», si legge in una nota diffusa dalla giunta dopo la manifestazione, «che si è trascinata per anni, senza trovare soluzione. Ricordiamo che via Positano nasce come strada di cantiere in una lottizzazione, regolata da una convenzione scaduta. Non rientra nella progettazione del Prg, per cui la procedura di sanatoria risulta oltremodo complessa; allo stesso modo non è possibile effettuare un collaudo su una strada in cui non sono chiari i lavori eseguiti. Al Comune spetta solo la riscossione della polizza fideiussoria. La giunta ha preso in carico la questione fin dal giorno del suo insediamento attivando dopo qualche mese l’avvio del procedimento per la rimozione/ripristino: a questo proposito, va precisato che quello di oggi risulta essere l’ennesimo incontro con i residenti i quali si aspettano che il Comune acquisisca l’area accollandosi i costi di gestione e di manutenzione. Per quanto ci riguarda, ci siamo impegnati a sollecitare gli uffici affinchè possano vigilare sulla corretta prosecuzione degli adempimenti da parte del privato. Al momento risulta aperta un’istanza di condono in corso di esame. L’amministrazione deve attenersi al rispetto della normativa vigente che impone tempi non sempre brevi». Gli amministratori hanno anche detto che hanno richiesto la fideiussione a suo tempo presentata dal costruttore con l’istituto che l’ha sottoscritta, che però non intende pagare e, quindi, ci si avvia ad una controversia legale.

Sandro Di Stanislao