Protestano gli avvocati: «Attività bloccata»

Sit-in di un gruppo di legali davanti al tribunale contro le regole anti Covid, ma la categoria è spaccata
TERAMO. Sicuramente sono state le diversità di vedute tra le toghe teramane a prendere il sopravvento nella manifestazione organizzata da una rappresentanza di avvocati per protestare contro le nuove regole imposte dall’emergenza sanitaria che hanno bloccato l’attività dei tribunali italiani. Questo è apparso più che evidente a tutti nel sit-in che si è svolto ieri mattina davanti al palazzo di giustizia. Confronto dai toni molto accesi con il presidente dell’Ordine degli avvocati Antonio Lessiani che ha ribadito le motivazioni dei vari protocolli adottati a livello locale e nazionale e la necessità di compattezza della categoria. «Per raggiungere l’obiettivo», ha detto, «di una giustizia che sia considerata servizio essenziale così come già fortemente sostenuto in alcuni incontri che si sono svolti a livello ministeriale». Alla manifestazione, organizzata dagli avvocati Cataldo Mariano e Franco Patella, non hanno aderito le Camere Penali
L’11 maggio è finita la sospensione per legge dei termini, ma il ritorno all’attività ordinaria non avverrà prima di settembre prevalendo ancora sino al 31 luglio l’emergenza sanitaria e quindi la recente norma che limita al minimo l’afflusso di persone nel palazzo di giustizia. A parte le urgenze e le udienze da remoto, in aula si svolgono solo processi con pochissimi imputati, legali e testimoni proprio per garantire tutte le norme di sicurezza a cominciare da quelle del distanziamento sociale. Per accedere nel palazzo di giustizia i legali, e tutti gli altri, devono prenotarsi. È evidente che le nuove regole dettate dal Covid, a cominciare dalle disposizioni in materia di lavoro agile per i dipendenti, hanno ulteriormente aggravato la carenza di personale amministrativo del tribunale teramano.Gli avvocati presenti alla manifestazione hanno ribadito la necessità di poter rientrare nel palazzo di giustizia senza dover ricorrere a prenotazioni o altro, denunciando anche tempi lunghi nei rinvii delle udienze, sia a livello penale sia a livello civile. «Gli ingressi sono limitati e gli orari di ricevimento anche», ha detto Mariano, «le udienze, soprattutto quelle penali, vengono continuamente rinviante. Siamo alla paralisi». Una denuncia che, nero su bianco, sarà portata all’attenzione di tutti gli organismi rappresentantivi affinchè si facciano promotori di richieste finalizzate a un veloce ritorno alla normalità. A questo proposito gli avvocati presenti alla manifestazione hanno chiesto di sapere se il palazzo di giustizia in questi mesi sia stato sanificato e di tornare ad avere un accesso immediato negli uffici.(d.p.)
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