«Protezione civile, sede non idonea»

I volontari accusano il Comune per la mancanza di una sistemazione funzionale: «I nostri mezzi sono lontani»
GIULIANOVA. Dodici anni di attività, 70 iscritti e una sede provvisoria in cui sono accatastate le tende da campo e altre apparecchiature necessarie per le missioni, ma così piccolo che manca persino il bagno. E poi i mezzi come le preziosissime idrovore, da mesi ricoverati in un garage privato a Mosciano Sant’Angelo. Così, dopo l’ultima delusione per l’accordo mancato tra Comune e Anas per avere finalmente come sede della Protezione civile la casa cantoniera, l’assemblea dei soci ha deciso di uscire allo scoperto e ieri in una conferenza stampa il presidente Michele Maruccia e il portavoce Giuseppe Di Marcantonio hanno chiesto di continuare a tenere accesi i riflettori sulla vicenda. «Nonostante le promesse fatte a più riprese dall’amministrazione comunale, ancora non abbiamo una sede idonea», ha detto Maruccia, «e quindi vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica sottolineando l’importanza strategica dell’associazione che è una risorsa insostituibile per la collettività». L’attuale sede in uso alla Protezione civile è stato offerta in comodato gratuito dalla cooperativa Citigas, mentre i mezzi sono parcheggiati sempre gratuitamente, in un garage di Jwan Costantini a Mosciano. «Questo locale è al limite della capienza, ma ciò che più conta è che in questo momento noi non siamo in grado di operare in emergenza», ha detto Di Marcantonio, «e per questo chiediamo scusa ai giuliesi. I volontari ci sono ma avendo i mezzi così distanti i tempi di intervento si dilatano in modo rilevante e non permettono di agire con tempestività». E quello che più li sconcerta è che la trattativa con l’Anas è ripresa quando tutto sembrava già fatto. «Eravamo operativi ad Accumoli dopo il terremoto del 24 giugno scorso, quando abbiamo incontrato l’assessore regionale Mario Mazzocca e con lui abbiamo parlato della nostra difficoltà a reperire una sede», ha detto Di Marcantonio. «Dopo 50 giorni è venuto a trovarci e nell’incontro in Comune ha preso in esame tutte le opzioni in campo facendosi carico di verificare la disponibilità dell’immobile Anas». Dopo che Mazzocca accerta la disponibilità della struttura, il sindaco Francesco Mastromauro firma la lettera con cui chiede all’Anas l’uso gratuito dell’immobile. Una mossa poco comprensibile secondo i responsabili della Protezione civile: «Precedentemente il sindaco aveva ricevuto le chiavi dell’area esterna della casa cantoniera, dove avremmo dovuto parcheggiare i mezzi», dice Di Marcantonio, «in quella occasione il responsabile del centro di manutenzione “C” dell'Anas, Salvatore Aiello, aveva specificato che la società metteva a disposizione i propri immobili solo a titolo oneroso». Il seguito della storia è nota, il sindaco scrive nuovamente all’Anas accettando di pagare il canone di circa sei mila euro (ma scorporenado le spese per adeguare l’immobile) e proprio quando l’Anas aveva completato l’iter di approvazione invia una nuova missiva spiegando che l’ente non può pagare un canone per la sede di un’associazione, problema poi superato con la decisione di utilizzare la casa cantoniera come sede del centro comunale di protezione civile. Adesso che la soluzione è stata trovata e che l’Anas ta valutando le proposte del sindaco i volontari sono tornati a sperare.
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