«Provincia basilare per la regione»

21 Giugno 2014

L’economista Mauro e il rettore D’Amico: bisogna bloccare la fuga dei cervelli

TERAMO. La situazione del sistema economico provinciale non può essere isolata dal conteso europeo, italiano e regionale. L’economista Giuseppe Mauro sottolinea alcune dinamiche e peculiarità dell’attuale situazione economica. In particolare sottolinea che l’Abruzzo mostra indicatori relativi alla crisi peggiori rispetto a quelli dell’italia, ad esempio le previsioni del Pil 2014 indicano una crescita per l’Italia dello 0,6 e solo dello 0,2 per l’Abruzzo «fra i valori più bassi di tutto il mondo». Tutto questo è accaduto anche «per l’impossibilità di usare il bilancio regionale in maniera espansiva: il rigore per il risanamento si è sovrapposto all’austerità e alla crisi».

Per Teramo, Mauro ha sottolineato un fenomeno: la provincia ha un numero di persone in cerca di occupazione nel periodo 2008-2013 più basso della media abruzzese. Il tasso di crescita è infatti del 71,4% rispetto al 75% regionale. «E’ perchè la cassa integrazione sta svolgendo un ruolo straordinario», spiega il dicente universitario della “D’Annunzio”, «che può dare adito a due interpretazioni: può essere un percorso drogato o un fattore positivo che aiuta il processo di ristrutturazione del sistema produttivo». In sostanza il notevole utilizzo degli ammortizzatori sociali in provincia può aver solo rinviato i licenziamenti o può aver dato tempo alle imprese di riorganizzarsi. E comunque ha tenuto a sottolineare che «lo sviluppo di Teramo è fondamentale per la crescita industriale dell’Abruzzo perchè qui ci sono imprese endogene».

Le conclusioni alla Giornata dell’economia sono state affidate al rettore dell’università di Teramo, Luciano D’Amico. Che, fra l’altro, ha invitato le imprese a puntare soprattutto sull’innovazione dei processi, piuttosto che dei prodotti (che comunque non va tralasciata), visto che le piccole e medie imprese in questo campo hanno minori possibilità di fare ricerca. «E quindi cercare sinergie di rete, rafforzare i distretti che il nostro territorio offre», ha spiegato D’Amico condividendo l’invito di Mauro a «rivitalizzare i distretti industriali». Il rettore ha suggerito anche di semplificare i sistemi autorizzatori in modo da attrarre nuove imprese sul territorio. D’Amico ha poi ripreso una sollecitazione di Mauro, che ha fatto notare come l’Abruzzo abbia perso nel 2011 il 29% di laureati e il 36,8% di diplomati. «Proprio ieri il ministro alla conferenza dei rettori ci diceva che ogni anno solo 600 dottori di ricerca sui 10mila formati entrano nel circuito della ricerca: quindi investiamo per 27-28 anni su una persona per poi farla andare all’estero», ha osservato il rettore, «da qui la proposta da lanciare al governatore D’Alfonso; la creazione di un albo dei dottori di ricerca in Abruzzo». Per tentare di bloccare la “fuga di cervelli”. (a.f.)

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