«Provincia, cresce la criminalità»

16 Settembre 2015

Incontro fra il comandante dei carabinieri Sirimarco e il procuratore Guerriero

TERAMO. L’Abruzzo e la provincia di Teramo non sono più delle isole felici dal punto di vista dei fenomeni criminali. A sottolinearlo, ieri, il nuovo comandante regionale dei carabinieri, il generale Michele Sirimarco e il procuratore capo di Teramo Antonio Guerriero, al termine di una visita istituzionale del generale negli uffici della procura teramana. Un incontro, cui hanno partecipato anche i sostituti procuratori Bruno Auriemma, Davide Rosati e Luca Sciarretta, oltre ai vertici teramani dell’Arma dei carabinieri, guidati dal colonnello Piervittorio Romano, volto a rinsaldare la sinergia tra forze dell’ordine e magistratura nella lotta alla criminalità sul territorio abruzzese e teramano. «Iconograficamente l’Abruzzo e la provincia di Teramo sono rappresentati come territori tranquilli», ha sottolineato Sirimarco, «e questo contribuisce a far attecchire fenomeni criminali anche gravi come ad esempio il riciclaggio. Da parte nostra c’è la volontà di arrivare ad un sempre maggiore livello di attenzione contro questi fenomeni». Sulla stessa linea il procuratore capo Guerriero, il quale ha sottolineato come soprattutto lungo la costa si registrino importanti sacche di criminalità – dedite soprattutto al traffico di droga e, di recente, anche di armi – e come siano in corso importanti indagini che nei prossimi mesi dovrebbero portare risultati. Il procuratore, inoltre, ha invitato alla collaborazione i cittadini «che devono essere le prime vedete del territorio» e ha auspicato l’incremento degli impianti di videosorveglianza.