Provincia, Di Dalmazio non corre più

La lista con Ciapanna non viene presentata, il centrodestra di Gatti si batterà contro due formazioni di centrosinistra
TERAMO. A sorpresa sono tre le liste in competizione per il rinnovo del consiglio provinciale e non più quattro come si pensava fino all'ultimo momento utile. Oltre alla lista di centrodestra di Paolo Gatti e alle due di centrosinistra in appoggio del presidente Renzo Di Sabatino, aveva dichiarato di presentarsi anche Graziano Ciapanna con una lista ispirata dal leader civico di centrodestra Mauro Di Dalmazio. Invece ieri alla chiusura del seggio, alle 12, risultavano depositate solo queste liste: "La Forza del territorio" con 9 candidati, presentata da Giovanni Battista Quintiliani, "Direzione futuro" con 6 candidati, presentata da Nicola Salini ed espressione del Pd, e infine "La Casa dei Comuni" con 10 candidati, presentata da Manola Di Pasquale ed espressione del presidente Di Sabatino.
Diverse le letture che vengono attribuite all’assenza della quarta compagine, che sorprende anche per la grande motivazione che nutriva Ciapanna circa il suo rinnovo da consigliere delegato in via Milli e per l'apprezzamento che gli ha sempre rivolto il presidente Di Sabatino. C'è chi ritiene che Ciapanna non fosse riuscito a ottenere il numero congruo di firme necessario alla presentazione della lista, chi invece teorizza un accordo con Paolo Gatti dell'ultimo minuto per ritirare la lista. Persone vicine a Ciapanna hanno messo in rilievo che le firme necessarie erano state raccolte anche grazie al contributo di quattro amministratori di centrosinistra, che si erano dichiarati pronti a supportarlo visto il grave lutto familiare che ha colpito il consigliere alla vigilia. Ciapanna invece, per evitare accuse di ambiguità politica e vicinanza al centrosinistra, scaturite già in passato per la delega attribuitagli dal presidente, avrebbe preferito fare un passo indietro.
Soddisfazione ha espresso il vicepresidente del consiglio regionale Paolo Gatti circa la composizione della sua lista. «Spero che per il futuro le Province siano elette dai cittadini poiché non ci ritroviamo in questo sistema di elezioni strambo, per cui non si vota il presidente e i consiglieri possono essere eletti solo da altri consiglieri. Tuttavia abbiamo costruito una lista rappresentativa dell'area del centrodestra che ha dato ospitalità a sensibilità diverse come Ncd, Teramo soprattutto, Forza italia e Futuro in. Ci sarebbe stata anche Fratelli d'Italia», ha detto Gatti, «anche se poi la sua presenza è saltata per valutazioni contingenti, ma c'è sicuramente un ragionamento comune. Mi fa piacere che la lista, così come costruita, sia lo specchio di una ricomposizione dell'area del centrodestra pensata per un coerente percorso di opposizione in Provincia. sancito anche dal vincolo di mandato che abbiamo preteso. Se dovessimo ottenere un buon risultato riusciremo a esprimere quattro consiglieri, ma possiamo anche ambire a un risultato straordinario se ne avessimo cinque».
Il presidente Di Sabatino non ha espresso valutazioni politiche limitandosi a ringraziare quei consiglieri uscenti che non si sono ricandidati, ovvero Tonia Piccioni, Nicola Di Marco, Massimo Vagnoni, Graziano Ciapanna e Barbara Ferretti. «Con tutti c'è stato un sincero rapporto di collaborazione non in nome di un'intesa politica ma nell'interesse dei territori e dei cittadini», ha detto Di Sabatino, che aggiunge: «Il popolo italiano ha deciso che le Province restano istituzioni di rango costituzionale. Io ho condiviso l'impostazione della legge Delrio, che disegnava per esse un ruolo di coordinamento di area vasta; vedremo come il legislatore affronterà l'esito referendario perché oggi, alla luce di quanto accaduto, l'elezione di secondo livello, senza la partecipazione dei cittadini, pare un po' surreale».
Marianna De Troia
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