Provincia e Comuni, 23 idee per il rilancio

16 Gennaio 2021

Presentati i progetti che puntano ad attrarre i finanziamenti europei a partire dal Recovery fund

TERAMO. Infrastrutture, digitale, mobilità sostenibile, turismo slow. Sono gli asset lungo i quali si muove il parco progetti presentato da Provincia e Comuni, per un volume di investimenti di oltre un miliardo e mezzo di euro, e che si pone l'obiettivo di attrarre i finanziamenti europei per la ripresa post Covid a partire da quelli del Recovery fund. A illustrare i primi risultati del lavoro di squadra tra Provincia e amministrazioni locali, promossa con forza dall'ente di via Milli che ha messo a disposizione dei comuni, per supportarli, il tavolo degli esperti formato da Sabrina Saccomandi, Filippo Lucci e Antonio Ortenzi, sono stati ieri mattina il presidente Diego Di Bonaventura e il consigliere delegato Lanfranco Cardinale. Sul tavolo ci sono diciannove progetti redatti da Comuni e aggregazioni di Comuni, che coprono quasi tutto il territorio provinciale, e quattro progetti infrastrutturali messi in campo dalla Provincia: la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico, la Pedemontana nord-sud, il collegamento veloce tra la A/24 e i territori del Gran Sasso, la rete delle piste ciclabili che riconnette le vallate teramane e la costa con il capoluogo. Ma non solo. Perché tra i progetti che la Provincia mira a far finanziare ci sono anche la realizzazione della rete digitale per le scuole superiori e l'enoteca provinciale con sede nel capoluogo.
«Qualche mese fa non ci credeva nessuno, tutti lamentavano la frammentarietà del territorio teramano», ha commentato il presidente Di Bonaventura, «i Comuni hanno raccolto il guanto di sfida e questi mesi così drammatici sono stati utilizzati per pensare e progettare. È un tema per l'intera Regione: noi ci siamo, noi siamo la lobby teramana».
Tra i progetti messi in campo dai Comuni e dalle aggregazioni di Comuni ci sono un ponte sul Vomano per collegare le aree industriali di Roseto, Atri e Pineto (proposto da Atri); un trenino a cremagliera per Prati di Tivo (proposto da Isola del Gran Sasso), il riassetto idraulico del territorio e il piano di difesa della costa (redatto dai sette comuni costieri), la realizzazione della ciclopedonale del Mavone e la riqualificazione idraulica dell'ambito fluviale (proposti dai comuni del bacino montano e da quelli della costa), la realizzazione della cabinovia/funivia Montorio-Prati di Tivo e il prolungamento del Lotto zero verso Montorio (avanzati da Montorio e Teramo). Ma non solo. Perché tra i vari progetti spicca anche Living Gran Sasso, con capofila il Comune di Crognaleto, che coinvolge i 22 comuni del cratere sismico con la partecipazione di Farindola, Montereale e Pizzoli. «Ovviamente si tratta di un lavoro aperto», ha sottolineato Cardinale, «che sta proseguendo e che vede il tavolo degli esperti lavorare con l'ausilio del Consorzio punto Europa per armonizzare i progetti con le direttive del Recovery e del programma Next generation. Per la prima volta dopo anni ci misuriamo con una programmazione pluriennale e che vede l'intero territorio fare rete».
Alessia Marconi
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