Provincia, i dipendenti protestano in aula

19 Dicembre 2014

Occupazione simbolica contro i tagli previsti dal Governo. Chiesto l’intervento della Regione

TERAMO. I dipendenti della Provincia occupano l'aula del consiglio provinciale per protestare contro il probabile taglio del personale dell'ente e l'incertezza sul proprio futuro occupazionale e sul ricollocamento. Ieri pomeriggio i dipendenti, che già avevano annunciato la propria presenza nel corso della seduta del consiglio, hanno occupato simbolicamente l'aula ed hanno annunciato una nuova manifestazione di protesta programmata per il prossimo 23 dicembre, davanti alla sede della Regione, assieme a tutti i lavoratori delle altre Province abruzzesi. Durante la protesta inscenata ieri pomeriggio, i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno presentato un documento nel quale si richiama la Regione alle proprie responsabilità, «quelle di riordinare, entro il 31 dicembre, la legislazione di propria competenza, mantenendo o delegando ad altri enti le funzioni attualmente svolte dalle Province, ovvero confermandone a queste l’attribuzione, contestualmente al trasferimento delle risorse finanziarie allo scopo necessarie», si legge nel documento. I sindacati chiedono inoltre al Governo di «sottoporre direttamente all'Osservatorio nazionale la mappatura dei bilanci delle Province, sulla cui base sono stati operati i tagli previsti nel disegno di legge di stabilità 2015, al fine di verificare se le risorse che restano disponibili al comparto delle Province e delle città metropolitane siano sufficienti per lo svolgimento delle funzioni fondamentali loro attribuite». Il presidente dell'ente Renzo Di Sabatino ha auspicato che la Regione attui al più presto una legge organica di riordino delle funzioni. «Stiamo lavorando a quantificare la spesa per le funzioni che resteranno e stiamo provvedendo a ridurre i costi del personale con l’eliminazione della direzione generale, degli interim, le revisioni delle società partecipate», spiega Di Sabatino. «L’impegno fondamentale e prioritario rimane però quello di rivedere o meglio migliorare l’emendamento del Governo che oggi si presenta molto approssimativo. Come amministratori faremo tutto quanto in nostro potere». Da diverse settimane i dipendenti della Provincia protestano contro la legge finanziaria, non ancora approvata, che comporterebbe, a partire dal 1° gennaio 2015, il taglio del 50% dei costi del personale dell'ente. Una percentuale che si traduce il 5 milioni di euro in meno per i servizi e 7,5 milioni in meno per ciò che riguarda i dipendenti. Ora la palla passa alla Regione, che martedì prossimo sarà investita dalla protesta dei lavoratori dei 4 enti abruzzesi. (s.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA