Provincia, lettera a Babbo Natale «Portaci un presidente vero»
TERAMO. Tante parole e pochi fatti. È l’accusa che i consiglieri di minoranza della “Casa dei Comuni” lanciano all’indirizzo del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, scegliendo però...
TERAMO. Tante parole e pochi fatti. È l’accusa che i consiglieri di minoranza della “Casa dei Comuni” lanciano all’indirizzo del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, scegliendo però questa volta la carta dell’ironia.
Perché quello che a loro parere non va il capogruppo Mauro Scarpantonio e i consiglieri Martina Maranella, Graziano Ciapanna e Graziella Cordonelo scrivono in una lettera, indirizzata a Babbo Natale, in cui esprimono il desiderio che qualcosa si sblocchi all’interno dell’ente Provincia. «Dacci un vero presidente della Provincia, uno che fa ciò che dice e mantiene ciò che promette», scrivono i rappresentanti della Casa dei Comuni, «che si relazioni con i gruppi consiliari, che attraverso un lavoro di squadra dia a questa provincia un minimo di programmazione e organizzazione». Nella lettera, che corre integralmente sul filo dell’ironia, i consiglieri a fronte di quello che tra le righe evidenziano come l’immobilismo dell’amministrazione Di Bonaventura, chiedono dunque a “Babbo Natale” qualche “piccola sorpresa” per le feste, come la riapertura della stazione sciistica di Prati di Tivo «almeno per il 25 dicembre, mettendoci a disposizione il rinnovo della concessione della captazione dell’acqua per far funzionare i cannoni, un meccanico che rimetta in funzione le pompe, un piano valanghe approvato, l'ultimazione delle manutenzioni degli impianti sciistici ed infine gli annunciati O’Belix in perfetto funzionamento. Lo sappiamo - aggiungono - il presidente ha sempre detto che è tutto pronto, che manca solo la neve, ma perdonalo».
I consiglieri esprimono poi il desiderio di andare oltre il VI piano stralcio dell’Anas, con l’attivazione «di qualche finanziamento per permettere alla Provincia di tornare a programmare ulteriori interventi oltre a quelli già in essere», finanziati e programmati per la minoranza tutti dalla precedente amministrazione. Ma non solo. Perché la minoranza chiede anche più equità sui territori nella speranza «che non accada come nell’ultimo consiglio provinciale in cui, in sede ripartizione dell’avanzo vincolato per la viabilità provinciale», a fronte di nessuna risorsa stanziata per il nuclo Val Vibrata – Tordino sarebbero invece stati stanizati 215mila euro per il nucleo Notaresco-Atri-Roseto, «quello del nostro presidente e del suo vice». Tra le richieste dei consiglieri di opposizione, infine, anche l’avvio di «qualche cantiere dell’edilizia scolastica» e che in tema di crisi aziendali e di lavoro, «la Provincia abbia una sua centralità e funzionalità». (a.m.)

