Provincia, parte la resa dei conti: scambi di accuse nel centrodestra

Rossi (FdI): «La coalizione si ricompatti, ma chi ha festeggiato con D’Angelo deve fare autocritica» Costantini (Lega): «Nessun doppio gioco, gli amministratori iscritti al partito hanno votato Vagnoni»
TERAMO. La resa dei conti nel centrodestra è già iniziata. Il ribaltone elettorale di domenica che ha portato alla presidenza della Provincia Camillo D’Angelo, contro il favorito Domenico Piccioni e l’altro candidato Massimo Vagnoni, entrambi espressione dell’area politica uscita peggio dalle urne, innesca lo scontro senza esclusione di colpi. L’argomento della discordia è chiaro: chi ha tradito la coalizione.
Per la coordinatrice provinciale di Fratelli d’Italia Marilena Rossi non ci sono dubbi, il doppiogiochista è il sindaco di Giulianova e suo omologo della Lega Jwan Costantini. Dopo una raffica di bordate al renziano Camillo D’Alessandro, che avrebbe «artatamente» attribuito la sconfitta di Piccioni al governatore Marco Marsilo, rivendicando un successo elettorale nato da «equilibrismi e accordi trasversali imputabili alla sua parte politica», chiama in causa il primo cittadino giuliese. «Sarebbe auspicabile che il centrodestra possa ricompattarsi e dialogare», evidenzia Rossi, «ma serve una profonda autocritica di chi ha diviso la coalizione, fatto finta di sostenere Vagnoni, per poi unirsi in un cartello incomprensibile a sostegno di D’Angelo, festeggiandolo e ricevendone il ringraziamento, e magari anche il premio della vice presidenza».
Per Costantini si tratta di «giudizi affrettati» da cui derivano accuse incomprensibili. «Ciò che davvero non ci riesce di capire è come Fratelli d’Italia, che con grande disinvoltura e in solitudine, ha sposato la causa di Azione e del Pd, si permetta di dare lezioni al resto della coalizione», afferma, «la segretaria Rossi, che a giochi fatti definisce Vagnoni “una brava persona”, è la stessa che, sul tavolo regionale, ha scartato la sua candidatura, preferendole un accordo con schieramenti lontani dal centrodestra». Il sindaco e dirigente del Carroccio non vede incoerenze da parte sua. «Ho ritenuto di far convergere le preferenze degli iscritti al partito appunto su Vagnoni e nel rispetto degli amministratori “civici” e in virtù dei 6.722 voti ponderati che mi hanno portato in consiglio provinciale su D’Angelo: nessun doppio gioco, dunque, nessun cambio in corsa».
A Costantini non va giù neppure quel «vomitevole» con cui Giulio Sottanelli (Azione) ha bollato il patto che ha fatto vincere il sindaco di Valle Castellana. «Sentirlo benedire un progetto dove davvero convivevano tutto e il contrario di tutto, dove non c’è stato uno straccio di coerenza ideologica e morale, questo sì ci è parso nauseabondo». Nel mirino finiscono anche le esternazioni di Paolo Gatti «insopportabili e frutto probabilmente della tipica frustrazione post-elettorale». Forza Italia si smarca dalla polemica interna e ringrazia Vagnoni, che ha sostenuto al voto, definendolo «amministratore capace che ha dato prova di possedere quelle qualità di coerenza politica che ne fanno un uomo vero». Il coordinamento provinciale azzurro ribadisce che il sindaco di Martinsicuro «di fronte a uno scenario confuso, per non dire incomprensibile, è rimasto ancorato ai suoi ideali, alla sua provenienza e al suo vissuto, combattendo una battaglia di testimonianza».
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