Provincia, possibili le elezioni a dicembre
Il nuovo sistema di rinnovo del consiglio ha l’effetto-paradosso di evitare il crollo della giunta Brucchi
TERAMO. Dicembre, che molti indicano come spartiacque per la prosecuzione del mandato del sindaco Maurizio Brucchi, è destinato a filare senza alcun intoppo per l'esecutivo teramano. Almeno fino al 18 dicembre. Questa è la data su cui si sta ragionando per fissare le elezioni provinciali di secondo livello per il rinnovo del consiglio provinciale, sempre che il referendum costituzionale non cambi le carte in tavola. Si tratta di elezioni che non andranno a incidere sul rinnovo del presidente Renzo Di Sabatino ma saranno comunque determinanti per ridisegnare gli equilibri politici e di controllo dell'ente. La riforma del Rio prevede che il presidente resti in carica quattro anni, mentre i dodici consiglieri sono sottoposti ad avvicendamento dopo due anni. Attualmente la composizione di via Milli schiera sei consiglieri di riferimento del centrodestra (Severino Serrani, Raimondo Micheli, Nicola Di Marco, Tonia Piccioni e Graziano Ciapanna) e sei del centrosinistra (Vincenzo Di Marco, Barbara Ferretti, Maurizio Verna, Giuseppe Cantoro, Nicoletta Cerquitelli, Mauro Scarpantonio). Al voto sono chiamati i "grandi elettori", ovvero tutti i consiglieri comunali e i sindaci della provincia, che esprimeranno le preferenze col sistema del voto ponderato, cioè il peso sarà proporzionale al numero dei gli abitanti. Questo significa che sorprese potrebbero arrivare dalla Val Vibrata visto che a Tortoreto c'è il commissario e mancheranno all'appello voti significativi dalla costa, ma anche che l'area di riferimento di Paolo Gatti potrebbe avere tutto l'interesse a mantenere in vita il Comune di Teramo. L'interesse sta nel fatto che i consiglieri del gruppo di Futuro In e Forza Italia, rappresentano la quota più consistente della maggioranza al Comune e dunque il leader potrebbe avere interesse a far valere il suo peso nelle elezioni provinciali cosa che non sarebbe se il Comune fosse commissariato.
Alla fine l'unica vera incognita per Brucchi potrebbe essere rappresentata da Alfonso Di Sabatino che indiscrezioni vogliono particolarmente impegnato di questi tempi a incontri riservati e pranzi con il presidente D'Alfonso. Di Sabatino, chiuso in un silenzio stampa da decifrare, starebbe riflettendo sul suo futuro politico dopo lo strappo avvenuto con il centrodestra dopo le nomine al Ruzzo. Per arrivare a far cadere la maggioranza servirebbe la forza numerica dei suoi consiglieri, Alberto Covelli e Alessia De Paulis, che tuttavia i rumors dicono essere piuttosto scollati dal loro leader. (m.d.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

