Provincia, primo obiettivo il ponte di Castelnuovo

20 Aprile 2019

Il presidente Diego Di Bonaventura ha illustrato le linee programmatiche  alla prima seduta del consiglio dopo le elezioni. Critiche le minoranze

TERAMO. Dallo sviluppo industriale alla realizzazione del nuovo ospedale, passando per lo sblocco delle opere strategiche come il ponte di Castelnuovo. Sono alcuni dei temi di cui si è discusso giovedì pomeriggio nella seduta di insediamento del nuovo consiglio provinciale, che ha visto la discussione delle linee programmatiche illustrate dal presidente Diego Di Bonaventura, il quale ha annunciato anche come le deleghe ai consiglieri saranno assegnate dopo Pasqua.
Ieri, intanto, sul programma si è acceso un forte dibattito aperto dalle dichiarazioni del consigliere Mauro Scarpantonio della “Casa dei Comuni” . «Sono scarne, appena accennate», ha dichiarato il consigliere di centrosinistra, «poche pagine che non forniscono le indicazioni per i prossimi anni di lavoro e non soddisfano le esigenze dei territori». Immediata la replica del presidente, che nel suo intervento ha puntato i riflettori sulle questioni ancora aperte ereditate dalla passata amministrazione. «In questo consiglio non voglio fare politica», ha detto Di Bonaventura, «in questi mesi non ho mai polemizzato con le gestioni passate e pensavo che questo atteggiamento fosse stato apprezzato. Mi trovo costretto, invece, a fare puntualizzazioni che non sono nel mio stile. Pensavo di poter inaugurare il ponte di Castelnuovo e si deve ricominciare daccapo, l’Anas ci chiede conto dei ritardi sulle opere finanziate che non partono, ci sono conflitti con le imprese, la Gran Sasso Teramano ha un debito di circa 800 mila euro e insieme alla camera di commercio e agli altri soci bisogna coprirlo altrimenti gli impianti si fermeranno definitivamente. Sul Natale Teramano i soldi promessi dalla Regione non ci sono, in Val Vibrata avanzano i finanziamenti dell’area di crisi mentre le imprese soffrono e sull’Arap si sono fatte scelte scellerate». Di Bonaventura ha parlato anche dei ritardi nella ricostruzione e del nuovo ospedale. «Sul nuovo ospedale», ha aggiunto, «non abbiamo fatto una scelta per logiche di alleanze politiche e se non diciamo subito che l’ospedale va fatto e va fatto a Piano d’Accio, L’Aquila si prende tutto. Certamente integrerò le linee di mandato, lo faremo insieme, in una logica di condivisione ma se devo confrontare quello che è stato scritto in passato sulle linee di mandato e quanto effettivamente è stato realizzato i conti non tornano».
Un intervento quello del presidente al quale i consiglieri della Casa dei Comuni, che rappresentano la compagine di centrosinistra, hanno risposto sottolineando la necessità di un indirizzo preciso. «Presidente noi siamo qui per fare politica, io non avrei paura di questo», ha detto Martina Maranella, «Per questo abbiamo bisogno di avere un programma di governo dettagliato, per capire cosa vogliamo fare nei prossimi anni”. Tra gli interventi della maggioranza quello di Luca Frangioni, della Forza del territorio. «Sono anni che leggo sempre le stesse cose sulle linee programmatiche», ha commentato, «annunci che non vengono mai realizzati. Invece ho apprezzato quanto scritto dal Presidente e in particolare il passaggio sulla ricostruzione che non è mai decollata, un problema sottovalutato che sta creando problemi enormi anche nei comuni fuori del cratere come Torano dove vivo». Dopo gli interventi il consiglio ha votato le linee di mandato, sulle quali si è registrata la aprità per l’assenza del consigliere di centrodestra Domenico Pavone. E così da statuto dovranno essere riproposte al prossimo consiglio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.