Provincia, Rasicci si dimette: «Non c’è un centesimo»

TERAMO. Se ne va sbattendo la porta. Renato Rasicci lascia i suoi incarichi di assessore e vicepresidente della Provincia in polemica con la gestione delle risorse di bilancio. E’ un colpo di scena...
TERAMO. Se ne va sbattendo la porta. Renato Rasicci lascia i suoi incarichi di assessore e vicepresidente della Provincia in polemica con la gestione delle risorse di bilancio. E’ un colpo di scena che precede di una settimana le elezioni di secondo livello per il presidente e il consiglio provinciale a seguito delle quali gli amministratori in carica sarebbero comunque decaduti. L'addio da parte di Rasicci è comunque la manifestazione di un malessere rimasto latente per mesi. «Non c’è nessuna questione politica né di rapporto con il presidente e il resto della giunta», premette l'ex assessore che non è neppure coinvolto nella consultazione in programma tra due domeniche, «ho troppi impegni all'università e non ha senso mantenere un incarico se non si hanno risorse per rispondere anche solo in parte alle esigenze del territorio e dei cittadini». Rasicci lamenta l'azzeramento dei capitoli di bilancio che fanno capo alle sue deleghe: politiche giovanili e servizi sociali. «Per ognuna erano stati iscritti all'inizio dell'anno 15mila euro», spiega, «che però ora sono spariti». L'ex assessore ricorda che già l'anno scorso quei fondi subirono la stessa sorte ed erano stati reinseriti nel bilancio 2014 approvato in primavera. Rasicci aveva anche lanciato un appello alle associazioni per presentare richieste di contributi economici confidando nel fatto che i 30mila euro stanziati sarebbero rimasti al loro posto. Nel giro di qualche mese, però, le somme sono state destinate ad altri scopi per volontà dei dirigenti. «I soldi per sociale e giovani non ci sono mai», insiste, «per cui è meglio starsene a casa o pensare ad altro». L'ex vicepresidente non nasconde la propria amarezza: «Non c’è un centesimo da spendere, bisogna impegnarsi senza alcun compenso e si rimediano solo figuracce». (g.d.m.)
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