Provincia, shock per i 160 esuberi I dipendenti oggi in consiglio

18 Dicembre 2014

TERAMO. Ci saranno anche i dipendenti dell'ente, oggi, in consiglio provinciale. E' la prima delle iniziative concordate nel corso di un'assemblea del personale che si è svolta ieri pomeriggio. «A...

TERAMO. Ci saranno anche i dipendenti dell'ente, oggi, in consiglio provinciale. E' la prima delle iniziative concordate nel corso di un'assemblea del personale che si è svolta ieri pomeriggio. «A far discutere», si legge in una nota della Provincia, «sono i tempi e le modalità previsti dall'emendamento in discussione al Senato che contempla, da gennaio, il taglio del 50% delle spese del personale delle Province, rinvia a decisioni che devono assumere le Regioni rispetto al personale da ricollocare (entro marzo) senza però prevedere alcuna risorsa, non fanno cenno a incentivi al prepensionamento». Gli esuberi previsti per la Provincia di Teramo sono 160.

Il "peso" di queste decisioni è stato sintetizzato, oltre che da sindacalisti e dirigenti, anche dal presidente Di Sabatino: «Meno 5 milioni di euro sui servizi, meno 7 milioni e mezzo per il personale. In queste settimane abbiamo sensibilizzato i nostri parlamentari ma temo che dal Governo non arriverà alcun aiuto perchè questa riforma approssimativa l'hanno concepita loro, perchè c'è la partita delle Prefetture e quella delle Camere di commercio. La partita dobbiamo giocarla con la Regione, D'Alfonso ci ha scritto annunciando una legge organica. Io rispondo dicendo facciamo molto presto; nel frattempo stiamo preparando tutta la documentazione che serve: ricognizione puntuale sui servizi che rimangono e di quelli che non dovremmo avere più per legge; numeri e costi del personale. Intanto stiamo tagliando dappertutto e mettendo mano alle partecipate. In questo momento non voglio aprire un conflitto istituzionale, anzi ho bisogno del contributo di tutti e di tutte le forze politiche per risolvere questo problema che per me non è solo il problema delle vostre trecento famiglie ma anche di quelle dei disabili, degli studenti, di chi va in macchina su strade insicure».

Non ci stanno, i dipendenti provinciali, a far passare l'idea che non vogliono «reinvestire su se stessi cambiando ente o ufficio». Il problema, come sottolineato dagli interventi, è che «non c'è alcuna garanzia di essere ricollocati, nessun obbligo per altri enti e molte poche probabilità che questo avvenga davvero».