Provincia: spesi 3,2 milioni per edifici, strade e ponti

13 Dicembre 2016

TERAMO. La prima stima dei danni calcolati dalla Provincia ammonta a 3,2 milioni di euro. È la somma indicata dall’ente per gli interventi di somma urgenza realizzati o ancora in corso dopo i...

TERAMO. La prima stima dei danni calcolati dalla Provincia ammonta a 3,2 milioni di euro. È la somma indicata dall’ente per gli interventi di somma urgenza realizzati o ancora in corso dopo i violenti sciami sismici di agosto e fine ottobre.

L’importo calcolato dai tecnici dell’amministrazione guidata da Renzo Di Sabatino e suddiviso per aree d’intervento. La quota più consistente è stata assorbita dalla messa in sicurezza degli edifici definiti rilevanti. Tra questi rientrano 13 istituti superiori ai quali sono stati destinati poco più di 1,3 milioni di euro. Le maggiori spese calcolate interessano il Pascal, con 350mila euro, e il “Delfico”, per il quale il costo per le opere più urgente è fissato in 280mila euro. È di 100mila euro, invece, la spesa per il Forti seguita da importi minori per le altre scuole di competenza della Provincia.

Una parte sostanziosa della somma complessiva è stata assegnata anche alla messa in sicurezza delle infrastrutture viarie. Il rapporto del Cor, il centro operativo regionale che raccoglie dati sull’emergenza, segnala 14 ponti e 31 versanti che affacciano su strade nei quali sono necessari interventi. Non tutti, però, rientrano nell’attività diretta della Provincia che di fatto divide questo compito con l’Anas.

L’amministrazione provinciale, comunque, nei giorni successivi alle scosse più forti ha speso 500mila euro per la messa in sicurezza di due pilastri e della spalla destra del ponte di Aprati. A questi si aggiungono i 220mila euro necessari per la sistemazione della struttura lungo la Sp 262 nei pressi di Nocella. La rimozione di massi pericolanti o caduti sulla carreggiata e le ispezioni lungo le pareti rocciose che sovrastano strade di proprietà della Provincia finora hanno comportato un esborso di 215mila euro.

Poco più di un milione di euro è invece la spesa calcolata per la messa in sicurezza degli edifici strategici. Tra questi spiccano la prefettura, con 500mila euro di spesa, la sede istituzionale dell’ente in via Milli, per la quale è previsto un esborso di 300mila euro, oltre agli uffici nell’ex provveditorato per 200mila euro. (g.d.m.)

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