Pulcini: «Da fuori arrivano i catapultati imposti dai poteri forti»
«Non è solo una guerra di poltrone». Per l’ex parlamentare e candidato sindaco alle prossime comunali Serafino Pulcini l’arrivo di candidati da fuori regione non è un fenomeno innescato da scontri...
«Non è solo una guerra di poltrone». Per l’ex parlamentare e candidato sindaco alle prossime comunali Serafino Pulcini l’arrivo di candidati da fuori regione non è un fenomeno innescato da scontri locali . La questione dei «catapultati» inizia a porsi dopo le prime elezioni politiche con il sistema maggioritario. Pulcini fa riferimento alla sua esperienza da deputato tra il ’94 e il ’96. «Il parlamento eletto in quell’occasione fu sciolto anticipatamente perché la maggior parte degli eletti con il sistema maggioritario non era facilmente gestibile dai veri centri decisionali», ricorda, «nella legislatura successiva, più del 50% dei parlamentari in carica non fu ricandidato o rieletto e le candidature furono decise dalle segreterie nazionali dei partiti al servizio dei cosiddetti “poteri forti” ed ebbe inizio l’imposizione di candidati esterni al territorio». Questo accentramento decisionale non fu sufficiente, a detta di Pulcini «perché quella legge era troppo pericolosa per i “poteri forti” perché vi era sempre la possibilità per ogni cittadino di candidarsi, senza il supporto di nessun partito, nei collegi maggioritari». Per questo fu varato il “porcellum” «che di fatto consentiva al potere di ottenere un parlamento di nominati e non di eletti». La situazione non migliorerà con il “rosatellum”, per cui l’auspicio di Pulcini è che da Teramo nasca «un grande e dirompente “laboratorio civico” e si possa innescare la riscossa verso il cambiamento». (g.d.m.)

