Pulizia delle scuole In 800 scioperano per salvare i salari

27 Maggio 2015

Protesta il 5 giugno: in ritardo i fondi stanziati dal ministero e le aziende vogliono sospendere i contratti per l’estate

TERAMO. Portano sulle proprie spalle il peso di un’anomalia tutta italiana, per cui il personale di supporto nelle scuole, quelli che un tempo avevano la certezza di chiamarsi bidelli, è inquadrato in parecchi modi. Loro sono una pattuglia di 800 lavoratori in Abruzzo – in realtà buona parte sono donne – di cui almeno la metà si occupa delle pulizie nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Teramo.

Per loro, allo stato dei fatti, si profila un’estate senza stipendio. Una prospettiva terribile, per chi già percepisce un mensile basso, che oscilla fra i 400 e i 700 euro. Contro la possibilità di trascorrere un’estate alla fame gli 800 hanno deciso di fare sciopero: il 5 giugno niente pulizia nelle scuole. La decisione è stata presa dai sindacati (non da tutti) al termine di un incontro che si è svolto alla prefettura dell’Aquila, ieri pomeriggio. Hanno partecipato rappresentanti della Regione, dell’ufficio scolastico regionale, della Dtl, e i sindacalisti di Filcams Cgil (il segretario regionale Luca Ondifero, Luigi Antonetti, Emanuela Loretone), Fisascat Cisl (Luca di Polidoro ed Ernesto Magnifico) e Uil trasporti (Umberto Cilli). Ovviamente presenti anche i rappresentanti delle aziende che danno lavoro agli 800: Sfl, Vega, All service, Csg.

Sono aziende che si sono aggiudicate nel 2013 la gara Consip per la pulizia delle scuole, fatta con importi talmente bassi per cui alla fine si è arrivati a situazioni paradossali come un lavoratore che avrebbe dovuto pulire da solo un asilo in un’ora e mezza. Dopo una serie di manifestazioni, nel 2014 il governo si rese conto dell’errore e varò il programma “Scuole belle” coprendo un’integrazione dell’orario di lavoro. Il problema è che i fondi di “Scuole belle” arrivano con costante ritardo. «Il ministero ha deciso il finanziamento da 1,8 milioni ma il Cipe non ha ancora dato la copertura», spiega Loretone , «per cui le aziende vogliono attuare sospensioni improbabili, non pagando gli stipendi di luglio e agosto. Noi abbiamo chiesto alle aziende di farsi carico dei loro doveri e al Miur, rappresentato dal dirigente dell’ufficio scolastico regionale Massimiliano Nardocci, di dare il nulla osta alle direzioni scolastiche a prorogare i lavori di “Scuole belle” per luglio e agosto. Dopo dovrebbe arrivare la seconda tranche di 1,8 milioni relativa al periodo luglio-dicembre». Sicurezze, però ai sindacati non sono state date.

«Per noi è insufficiente la posizione del Miur e delle aziende, da qui lo sciopero», continua, «il Miur ha creato un sistema non rispettoso dei diritti dei lavoratori e che mette in difficoltà il servizio. Andrebbe fatta una verifica su come sono pulite le scuole a causa di questo sistema: il ministero spende le stesse cifre di prima, se non di più, ma condanna i lavoratori a un precariato che non li fa stare tranquilli. Spesso, poi, lavorano oltre l’orario per senso di responsabilità nei confronti dei bambini».

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