Pulizie dimezzate in ateneo, al via la cassa integrazione

1 Novembre 2014

TERAMO. Cassa integrazione per il personale delle pulizie dell’università. I sindacati hanno firmato ieri mattina un accordo con la Team Service che ha in subappalto il servizio fino al 31 gennaio....

TERAMO. Cassa integrazione per il personale delle pulizie dell’università. I sindacati hanno firmato ieri mattina un accordo con la Team Service che ha in subappalto il servizio fino al 31 gennaio. «Per novembre e dicembre sono stati tagliati i servizi, i dipendenti andranno al lavoro due volte a settimana», spiega Franco Di Ventura, segretario della Filcams Cgil che segue la vertenza con Luca Di Polidoro della Fisascat Cisl, «in questi due mesi le ore in meno saranno coperte con la cassa integrazione. A gennaio si tornerà ad orario normale e poi università decidere che farsi».

Il rettore Luciano D’Amico ha infatti comunicato alla ditta che per due mesi l’orario di lavoro sarà dimezzato, per carenza di fondi. Tutto è correlato anche al nuovo appalto del servizio, vinto dalla ditta Guerrato, a cui probabilmente si farà l’aggiudicazione di alcuni servizi, come la manutenzione degli impianti. Le pulizie l’università vorrebbe affidarle alla Fondazione universitaria, ma è in attesa di un parere dell’Avvocatura dello Stato. Nel frattempo è stata data una proroga alla Team Service fino al 31 gennaio. «Ma da febbraio in poi sarà il vero problema», aggiunge Di Ventura, «intanto in questi due mesi le 32 dipendenti – sono tutte part time e lo sono sempre state, tranne un paio – avranno una perdita di reddito: è vero che c'è la cassa integrazione ordinaria, ma non si sa quando prenderanno i soldi. E poi non riusciamo a capire come una scuola possa essere pulita con così poche ore di lavoro, mantenendo un livello igienico sanitario accettabile. Questa storia della Fondazione va avanti da un anno: non facciamo il tifo per nessuna azienda, a noi interessa poco. Se l'università può risparmiare con l’operazione che vuol portare a termine ci fa piacere, ma non lo può fare sulla pelle delle persone. Decidano se le pulizie si possono fare o meno attraverso la Fondazione: l'importante è che mantengano almeno le ore di lavoro per le addette alle pulizie. Non possiamo portare avanti la storia all'infinito: non si possono chiedere i sacrifici a chi lavora già pochissime ore». Infatti in media le dipendenti lavorano da 12 alle 15 ore a settimana.

Ora ne lavoreranno, fino al 31 dicembre, la metà: la differenza dovrebbe essere coperta con la cassa integrazione, che però viene liquidata con molto ritardo. I sindacati tornano a sollecitare l'incontro con il rettore, che già si è detto disponibile. (a.f.)

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