Pullmini per disabili, quattro indagati

27 Marzo 2015

S. Egidio, avrebbero raccolto sponsorizzazioni per acquistare i mezzi con false lettere della Provincia

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Chiusa l’indagine sui pullmini sponsorizzati per il trasporto disabili, con quattro indagati. Il pubblico ministero della procura di Teramo, Stefano Giovagnoni, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di R.D.P. 64enne, di Monteprandone, M.D.P. 37enne, di San Benedetto del Tronto, F.B. 47enne di Sant’Egidio alla Vibrata e R.T. 66enne di Ascoli Piceno.

Per i primi due si ipotizza il reato di concorso in falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale. Avrebbero, infatti, realizzato due lettere con falso logo della Provincia di Teramo e con firma apocrifa del vice presidente della precedente giunta Catarra, Renato Rasicci, in cui spiegavano con la prima missiva il progetto ed incaricavano con la seconda gli altri due indagati (accusati di uso di atto falso) a raccogliere fondi per dare esecuzione alla delibera della giunta provinciale al progetto per la mobilità garantita gratuitamente attraverso la raccolta fondi.

L’indagine nasce agli inizi del 2013, nel corso del controllo operato dai carabinieri della stazione di Sant’Egidio alla Vibrata, diretti dal luogotenente Mario De Nicola. I militari individuarono all’interno di un bar del posto un uomo che stava proponendo un contratto pubblicitario al titolare dell’esercizio pubblico, esibendo una lettera a (falsa) firma del vice presidente della Provincia, in cui il proponente la pubblicità risultava delegato a raccogliere fondi per conto della Mgg Italia Spa.

Scattati gli accertamenti, i carabinieri hanno appurato dagli uffici provinciali che era stata firmata una convenzione “aperta” nella Provincia stessa ma che nessuna lettera era stata firmata dal vice presidente; Rasicci, dunque, non aveva dato incarico di raccogliere fondi, tant’è che lo stesso ex amministratore ha poi sporto denuncia ai carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata.

Nel corso delle indagini è emerso che gli indagati avevano raccolto fondi prima della firma della convenzione ed anche dopo la scadenza, firmando contratti per circa ventimila euro, destinati all’acquisto di un pulmino per disabili il cui ricavato veniva in minima parte destinato all’acquisto del bene mentre circa il 70% restava nelle mani della società.

Alex De Palo

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