Purem, in arrivo nuovo pacchetto di scioperi
Assemblea dei lavoratori della ditta di Castellalto, accordo lontano alla Betafence di Tortoreto
TERAMO. È un clima di preoccupazione quello che si respira alla Purem di Castellalto. Ieri, nel corso dell'assemblea dei lavoratori, i timori per il futuro sono tornati al centro del dibattito: il tavolo istituzionale con l'azienda fissato al 4 maggio, il termine della missione per gli interinali al 31 maggio, la richiesta di straordinari nonostante lo stato di agitazione e la mancanza di risposte chiare da parte dei vertici della multinazionale tedesca non fanno dormire sonno tranquilli a operai e sindacati. Alla luce di questo quadro, dall'assemblea è emersa la volontà di perseverare col blocco degli straordinari e di mettere a punto un pacchetto di ore di sciopero. «Si prosegue su questa linea, i lavoratori sono fermi nel volere avere risposte e certezze che oggi mancano. Continueremo nelle azioni di lotta anche a fronte del “no” che i lavoratori hanno convintamente detto agli straordinari richiesti dall'azienda in maniera anche spudorata ben sapendo del blocco indetto due settimane fa», commenta la segretaria della Fiom Cgil Natascia Innamorata che con il collega della Fim Cisl Marco Boccanera segue la situazione della Purem. Il rischio, per i sindacati, è che la delocalizzazione annunciata di un progetto di produzione rappresenti solo l'inizio di uno smantellamento.
Preoccupazioni analoghe, anzi più forti, si vivono in Val Vibrata. Ieri anche per la Betafance è stato un momento di confronto: Cgil, Cisl, Uil e azienda hanno discusso sull'integrazione salariale per chi usufruisce della cassa integrazione. La società accorderebbe il 35% ma i sindacati puntano ad avere di più: almeno il 50%. Il tavolo su questo tornerà a riunirsi a breve. «La nostra priorità è tutelare i lavoratori e portare a casa risultati. Il 35% è inaccettabile», commenta Gianluca Silvestris, rappresentante Uilm, «noi sul tavolo abbiamo anche messo la proposta di agevolare i prepensionamenti e l'azienda ha detto che valuterà. Siamo preoccupati, ma disponibili alle trattative affinché si evitino licenziamenti e si tutelino le 90 famiglie che vivono con la Betafance».(v.m.)

