Puzza a scuola, riesplode la protesta

14 Novembre 2015

Roseto, genitori e nonni restano per un’ora davanti alla “Schiazza” con gli alunni e chiedono soluzioni definitive

ROSETO. Sembrava un problema superato, anche se non risolto completamente, invece il mistero del cattivo odore in due aule della scuola elementare “Maria Schiazza” ora si sta trasformando in un incubo.

La situazione è precipitata nella giornata di giovedì, quando la dirigente scolastica, Maria Gabriella Di Domenico, ha chiesto un nuovo intervento della Asl per verificare la salubrità di un’altra aula, frequentata dai bambini di quarta elementare, dove più di una persona aveva denunciato che qualcosa non andava. Qualcuno ha sentito ancora puzza, forse la stessa delle due aule ancora chiuse dopo la denuncia della scorsa primavera. Qualcun altro giura di aver avvertito un malessere fisico dopo aver soggiornato nell’aula di quarta. Va precisato che i fastidi sono stati denunciati soprattutto da adulti che hanno soggiornato temporaneamente dell’aula di quarta, mentre non sembra che i bambini abbiano riferito sintomi strani. Questo aspetto non ha comunque evitato la richiesta di un nuovo intervento da parte del medico Asl. «Non potevo certo esimermi dal richiedere nuovi controlli», sottolinea la dirigente, «anche perché è doveroso dare una risposta da parte dell’autorità sanitaria competente ai genitori dei bambini che frequentano il plesso di via Veronese». Un atto dovuto, quindi, anche se è stato molto meno prevedibile il fatto che la dottoressa incaricata dall’azienda sanitaria avvertisse un malore proprio dopo il sopralluogo nella classe sospetta.

Inevitabile l’allarme che si è venuto a creare tra i genitori, preoccupati del fatto che i loro figli hanno frequentato fino a oggi una scuola in cui la situazione sotto il profilo igienico-sanitario è tutt’altro che chiara. Così ieri mattina genitori e nonni insieme ai piccoli scolari hanno deciso non entrare a scuola nella prima ora di lezione quale forma di protesta per una situazione che si trascina ormai da oltre sei mesi. «Siamo stati disponibili a ogni forma di soluzione», sottolinea Raffaella D’Egidio, portavoce dei genitori, «compresi i trasferimenti in altri edifici degli scolari che frequentavano le due aule chiuse ‘per motivi precauzionali’, come ci è stato detto all’inizio dell’anno. Adesso però è giunto il momento di avere risposte certe: non si scherza con la salute dei nostri figli».

Sul posto sono giunti numerosi rappresentanti del Comune, sia di maggioranza che di opposizione. «Se è necessario gli scolari vanno spostati altrove», è l’idea di Massimo Bianchini, consigliere di minoranza, «pertanto gli amministratori hanno il dovere di trovare soluzioni rapide e definitive». «Il problema non può essere in alcun modo sottovalutato», si legge in una nota del Pd, «ci auguriamo, per il bene dei piccoli alunni, che l’amministrazione prenda le dovute decisioni e precauzioni per risolvere una vicenda che inspiegabilmente va avanti da troppi mesi». «È necessario incontrare presto i genitori in pubblica assise», si legge in una nota di #amoroseto, «coinvolgendo tutte le figure interessate: lo chiederemo presto al presidente del consiglio comunale e al sindaco. Niente politica, solo attenzione, cura e bene per i nostri figli e nipoti».

Della questione si sta interessando anche l’onorevole Giulio Sottanelli. «Ho parlato con il manager della Asl di Teramo Roberto Fagnano», svela il parlamentare, «al quale ho chiesto informazioni dettagliate sulla vicenda. Voglio capire perché in sette mesi, tra cui quelli estivi in cui le scuole sono chiuse, non si è riusciti a trovare una soluzione al problema».

Federico Centola

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