Quaresimale è pronto ad aprire due sedi

28 Febbraio 2023

Il centrodestra deve ratificare la candidatura, ma l’assessore regionale intanto si prepara alla sfida

TERAMO . «Ho dato la mia disponibilità, ora attendiamo il tavolo nazionale: se sarò io il candidato sindaco del centrodestra a Teramo, mi metterò al lavoro per una campagna elettorale che ha tempi stretti». Così l'assessore regionale della Lega Pietro Quaresimale parla della sua annunciata candidatura per le elezioni amministrative di metà maggio. Non si sbilancia, non fa balzi in avanti, non si lascia andare a ipotesi e commenti sugli equilibri politici e sugli altri candidati già in campo: Quaresimale mantiene un profilo basso, ma chi si è speso per promuoverne la candidatura lo descrive come entusiasta della sfida e pronto a spendersi.
L’assessore avrebbe già individuato due sedi elettorali, in centro storico e San Nicolò, e sarebbe pronto a giocare le sue carte con una massiccia presenza sul territorio in nome di quel centrodestra che da mesi è a caccia dell’anti-D’Alberto ma che vuole recuperare il tempo perso. Un dato è certo: il tavolo regionale dei partiti di centrodestra volto a trovare una sintesi per le elezioni a Teramo ha esaurito il suo lavoro. Il nome del candidato venuto fuori, dopo ipotesi fragili (leggasi Gianni Chiodi) e «no grazie» (leggasi Paolo Tancredi), è quello dell'avvocato Quaresimale. La palla ora è nelle mani del tavolo nazionale che deve ratificare la scelta promossa dall’asse abruzzese Lega-Fratelli d’Italia. Un via libera atteso per le prossime ore o al massimo entro il fine settimana. Solo a quel punto, dice lo stesso Quaresimale, si potrà aprire ufficialmente la campagna elettorale del centrodestra. La Lega sostiene con forza l’assessore ritenendolo persona di esperienza politica e amministrativa e unico nome forte contro D’Alberto, più di quel Carlo Antonetti sul quale qualcuno d’area centrodestra ha provato a spingere. Sull’avvocato teramano, ex presidente del Teramo basket e in corsa come civico, la Lega ha messo un veto anche alla luce del sostegno espresso da Azione che ne ha sposato la candidatura. Una “convivenza”, quella col partito di Calenda, ritenuta impossibile dal Carroccio. (v.m.)