Quasi 4.500 contagiati, a Teramo partirà lo screening di massa
L’annuncio di Marsilio: «Dopo L’Aquila anche qui l’esperimento per individuare più positivi possibile» Il governatore soddisfatto dei lavori nei quattro ospedali: sono partiti, potenziamo l’offerta sanitaria
TERAMO. Se dall'inizio della seconda ondata la provincia abruzzese più colpita è stata quella dell'Aquila non va meglio nel Teramano, dove i numeri del contagio continuano a crescere a ritmi sostenuti. Tanto che lo screening di massa con i tamponi rapidi sarà esteso, presto, anche alla provincia di Teramo. Ad annunciarlo, ieri mattina, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine del sopralluogo nel cantiere della nuova residenza universitaria è stato il presidente della Regione Marco Marsilio.
Anche ieri la provincia di Teramo ha avuto il maggior numero di nuovi positivi in Abruzzo, 154, di cui 19 con meno di 19 anni. E malati in isolamento domiciliare in totale salgono a 4.463. Il bilancio della giornata di ieri parla anche di 206 ricoverati, di cui 16 in Rianimazione. E purtroppo di altri quattro decessi.
«Stiamo lavorando per uscire il prima possibile da questa condizione di criticità e diminuire la circolazione del contagio», ha detto il presidente, «e in questo senso oltre alla zona rossa, che con lungimiranza abbiamo anticipato rispetto alla decisione del ministero, procederemo con questi screening di massa. Sulla provincia dell'Aquila è già partita la macchina organizzativa, adesso sta partendo anche su Teramo. Ne abbiamo già parlato con il direttore generale e quindi è nostra intenzione procedere con questo esperimento fatto già a Bolzano per individuare il maggior numero possibile di soggetti positivi, particolarmente gli asintomatici che sono quelli più difficili da individuare ed evitare che la loro circolazione continui a diffondere il contagio sul territorio».
Per l'avvio dello screening sul territorio provinciale, però, non c'è ancora nessuna data. «Ci stiamo lavorando», ha detto il manager della Asl Maurizio Di Giosia, «ne abbiamo parlato con il governatore Marsilio e adesso dovremo vedere come muoverci e come organizzarlo». A chiedere i tamponi rapidi di massa su tutto il territorio regionale era stato nei giorni scorsi, in qualità di presidente Anci, lo stesso sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto che aveva espresso la necessità di iniziare a pensare anche come gestire il post screening, «mettendo in campo una programmazione sanitaria emergenziale in grado di dare risposte immediate anche in caso di numeri particolarmente alti che potrebbero emergere».
Ieri intanto, Marsilio nel ribadire la bontà della decisione della Regione di procedere alla zona rossa in Abruzzo ancor prima dell'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza si è mostrato cauto su eventuali riaperture dopo il 3 dicembre. Alla domanda se ci saranno cambiamenti il presidente della Regione ha infatti risposto evidenziando come tutto dipenderà dalla situazione epidemiologica. «Non abbiamo la palla di vetro», ha detto, «dipende dalla capacità di mettere in campo tutte le risorse e dalla collaborazione che ogni singola persona mette nel rispettare le regole, perché c'è troppa gente che continua a prendere sotto gamba questo problema, pensandosi invulnerabile. Non è, lo dimostrano i numeri degli accessi agli ospedali dentro i quali stiamo lavorando di gran lena. Qui a Teramo i lavori sono già praticamente tutti affidati e partiti, si sta cercando di recuperare il tempo che ci hanno fatto perdere e di arrivare il prima possibile anche a potenziare l'offerta sanitaria nei nostri nosocomi».
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