«Questa città distante non lo ha protetto»

27 Giugno 2019

L’accusa di Giannella (Arci): «Andava in giro da solo a notte fonda». Ma i servizi sociali lo seguivano

TERAMO. Tra le tante reazioni commosse suscitate dalla morte di Mohamed ce n’è una che nella vicenda inserisce un elemento di critica e di polemica. È quella di Giorgio Giannella, presidente provinciale dell’Arci, che conosceva il ragazzo e scrive: «Inaccettabile che il tuo sorriso sia stato cancellato con violenza dalle onde. Inaccettabile saperti in difficoltà mentre cercavi aiuto, proprio tu che ad ogni domanda profonda fuggivi dalla realtà della tua condizione. Quante volte la sera ti abbiamo chiesto di tornare a casa perché il giorno dopo saresti andato a scuola, quante volte ti abbiamo richiamato per il tuo comportamento adulto, maschera della tua effettiva età, ma ogni volta il tuo sorriso e le tue risposte impreviste ci hanno invaso, contagiato e ridimensionato. Siamo stati fortunati a conoscerti perché così profondamente diverso dai tuoi coetanei, non solo per questione etnica, ma di più per lo spirito di vita, per la voglia di vita imparagonabile rispetto a chi passa le proprie giornate a trascinarsi nella noia di attività extrascolastiche mal digerite. Personalmente ti ho conosciuto due anni fa quando, a notte fonda, ti vidi risalire con agilità sui pattini verso il quartiere di Villa Mosca e da subito mi sono chiesto com'era possibile che di notte un bimbo potesse girare solo per la città. La città distante, o nella migliore delle ipotesi distratta, che non ti ha protetto come invece la tua condizione avrebbe richiesto e che divertita ti ha accettato senza assumersi alcun impegno. Inutile nascondere l'ipocrisia del compianto quando della tua giornata di mare resta una domanda sorda: come sia stato possibile che con il mare mosso siete entrati in acqua in due con un materassino? Prevale la rabbia nel sapere che i soccorritori non hanno creduto al tuo amico che li richiamava per te. Prevale il senso di ingiustizia per quello che non potrai continuare a darci, per la disuguaglianza che rende gli sforzi dei tuoi cari vani, un acre sapore amaro che toglie il sorriso, per il ghigno con il quale ti salutiamo per l'ultima volta: nulla a che vedere con la tua illogica gioia».
Mohamed, comunque, era seguito dai servizi sociali del Comune. Lo conferma l’assessore Simone Mistichelli, che però aggiunge di non poter dire altro perché non autorizzato dalle assistenti sociali.