Questione anagrafe, scontro in consiglio

Dall’opposizione Corona torna a segnalare disservizi, replica De Sanctis: «Attacco vergognoso»
TERAMO. La “questione anagrafe” scalda gli animi dentro e fuori il consiglio comunale di Teramo. L'opposizione è tornata all'attacco sul punto col consigliere Luca Corona (Oltre) che due giorni fa ha presentato una interrogazione e ieri ha rincarato la dose con un comunicato stampa volto a rimarcare l'inefficienza del servizio e i disagi dei cittadini. Ma l'assessore al ramo Ilaria De Sanctis non ci sta: difende l'operato dei dipendenti, rigetta le accuse e spiega nuovamente il funzionamento dei servizi.
Attualmente ci sono numerosi certificati che possono essere scaricati online, senza ricorrere al personale del Comune. Chi non avesse mezzi o modo per farlo può prendere un appuntamento tramite un numero di cellulare dedicato o inviando una email. Ma, scrive Corona, il telefono squillerebbe a vuoto e la posta elettronica «viene fatta oggetto di numerose richieste le quali o restano inevase oppure ricevono riscontro dopo settimane. I fortunati che riescono a prendere appuntamento vengono rimandati a due o tre mesi dopo la richiesta», scrive il consigliere sottolineando anche come l'app dedicata non sia funzionante. Poi incalza sul personale: la carenza sarebbe un finto problema perché «il personale c’è ed è anzi più che sufficiente rispetto al numero dei dipendenti medi dei Comuni della provincia, nei quali disservizi del genere non si verificano; in secondo luogo perché si sarebbe potuto utilizzare la mobilità in entrata da altri enti, oppure sfruttare graduatorie di concorsi già svolti da enti vicini, o ancora utilizzare forme di contratti temporanei per sopperire a qualsivoglia esigenza».
L'assessore replica con fermezza, partendo proprio dal personale: «Le parole del consigliere sono un attacco vergognoso ai dipendenti che lavorano tanto e vanno ringraziati: l'attacco politico ci può stare nel gioco delle parti, ma quello ai dipendenti è triste e non accettabile», tuona la De Sanctis che ricorda come le amministrazioni precedenti non abbiano mai fatto concorsi e come regnasse il caos negli uffici pubblici fino a pochi anni fa. «Il numero di cellulare non squilla a vuoto, semplicemente dà libero anche se occupato per evitare che chi chiama pensi che sia staccato. Alle email viene data risposta in tempi brevissimi, mentre l'app sarà operativa a fine mese perché avevamo da smaltire gli appuntamenti già presi. Ricordo poi che tanti certificati possono essere scaricati online ma riscontriamo una certa pigrizia nel farlo: al 30 aprile sono stati solo 462 quelli scaricati da 192 richiedenti unici. Un numero basso, segno che manca una cultura digitale. E non solo fra gli anziani», conclude l'assessore. (v.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

