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13 Maggio 2016

ROSETO. Proseguono, in città e sui social, i commenti per la mancata assegnazione della Bandiera blu a Roseto da parte della fondazione per l’educazione ambientale (Fee), evento che interrompe un...

ROSETO. Proseguono, in città e sui social, i commenti per la mancata assegnazione della Bandiera blu a Roseto da parte della fondazione per l’educazione ambientale (Fee), evento che interrompe un trend che durava ininterrottamente da 17 anni. Secondo l’amministrazione comunale, la responsabilità del mancato conferimento del vessillo è da attribuirsi alla Regione, cui compete il controllo e la pulizia dei corsi fluviali, principali indiziati per l’elevato livello di inquinamento del mare in prossimità delle foci di Vomano e Tordino.

Ma cosa ne pensano in merito gli interessati più diretti, cioè gli operatori balneari? «Mi auguro che i turisti continuino a venire a Roseto», è il commento di Peppe Celommi, storico titolare dell’omonimo lido, «perché il nostro mare è pulito e la città accogliente. Ad ogni modo sarei curioso di conoscere le vere motivazioni del mancato conferimento della Bandiera blu».

«A Roseto la qualità delle acque è più che soddisfacente», interviene Bruno Pierandozzi, titolare dello stabilimento Azzurra, «l’arenile è curato e non ci sono discariche nel tratto centrale. Avere la Bandiera blu è sempre meglio che non averla, ma la clientela è talmente affezionata che continuerà a venire lo stesso, perché ci sono altri parametri che contano di più come il cibo buono, i prezzi adeguati e la cordialità degli operatori».

«Nessuna penalizzazione», è l’idea di Daniele Cimorosi, gestore dello chalet annesso all’hotel Bellavista, «perché non è mai stato risalto alla presenza della Bandiera blu, quando c’era, nelle azioni promozionali, quindi saranno in pochi ad accorgersene».

«I turisti non vengono a Roseto per la Bandiera blu», interviene Sandro Maggitti, co-proprietario dello stabilimento la Bussola, «anzi, non sono in molti a conoscerne l’esistenza, tranne qualche bene informato, pertanto non credo che ci saranno ripercussioni negative».

«Sarà una pubblicità negativa a livello nazionale», è invece la valutazione di Danilo Di Cristoforo, titolare dello stabilimento lo Smeraldo, «perché quando concedono la Bandiera blu se ne parla poco, mentre in caso contrario c’è una risonanza impressionante. La cosa che fa più rabbia è la reazione a livello comunale da parte degli avversari politici dell’attuale amministrazione, i quali mostrano soddisfazione come se avessero vinto qualcosa, mentre è l’intera città che ha perso, quindi anche loro».

Federico Centola

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